BORGO SAN LORENZO – “Caro alberello che stai sulla via, fa’ che nessuno ti porti mai via. Nel tuo silenzio ci fai compagnia e gli uccellini sono felici con te. Sento parlare dell’inquinamento: è una parola che sa di ovina. Io non vorrei, non vorrei la tua fine, perché abbiamo bisogno di te. Tu ci offri l’aria buona, la tua ombra ci ristora, sei la gioia dello sguardo, la bellezza della città. I tuoi rami sono braccia che salutano chi passa, mentre il vento ci racconta una fiaba di bontà. L’inquinamento continua ad aumentare, finisce pure il respiro del mare, ma spero tanto che gli uomini buoni salvino il mondo con il loro amore. Caro arberello che stai sulla via, fa’ che nessuno ti porti mai via. Senza di te non vivrebbe la terra e tanto triste sarebbe il mio cuore”.
Questa poesia doveva essere attaccata, nel pomeriggio di martedì 5 gennaio, agli alberi che saranno abbattuti per costruire il nuovo terminal bus in viale Pecori Giraldi. Invece, la manifestazione è stata annullata. A volerlo sembra che sia stata proprio la dirigente scolastica.
“Questa protesta – racconta Caterina Viliani mamma di un alunno dell’asilo – è nata spontaneamente da noi genitori e condivisa tramite il passaparola. Avevamo deciso di attaccare due striscioni e questa poesia, scritta dai bambini, sugli alberi che verranno abbattuti. Stamani, invece, in chat è stato scritto che la manifestazione è stata annullata. Sembra, così mi raccontano, che non abbiamo seguito le procedure, però mi domando: dovevamo essere un gruppo di genitori e bambini che manifestavano contro una decisione che non condividiamo, fuori dalla proprietà scolastica. A chi dovevamo chiedere il permesso? Perché la preside avrebbe dovuto negarcelo visto che il tutto sarebbe stato fatto fuori dalla scuola? Mi hanno raccontato anche che quest’ultima se la sia presa con un’insegnante che voleva darci il proprio supporto. Quindi, di conseguenza anche altri genitori che avevano deciso di partecipare hanno scelto di non farlo. Per paura, probabilmente, ma non so di cosa visto che lo avrebbero fatto a titolo personale”.
Anche i residenti della zona hanno “protestato” contro questa decisione, presentando una petizione e, a seguito di quest’ultima erano stati invitati in Comune per esprimere i loro dubbi.
“Ho partecipato anche io a quest’incontro – continua la Viliani – per chiedere come mai, tra tutti i posti, avessero scelto di mettere un terminal proprio davanti all’asilo, alla mensa dove i bambini mangiano, ed al giardino. Si tratta di far sostare lì davanti tra gli 80 ed i 100 autobus sperando che gli autisti, durante le soste, abbiano la sensibilità di spengere il mezzo. Anche se, una volta riacceso il motore non è che la cosa cambi molto. Mi domando, se gli abitanti di piazza Vittorio Veneto non vogliono più il terminal, un motivo ci sarà, non c’era un posto migliore?”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 febbraio 2019





