
MUGELLO – Abbiamo appreso con sorpresa dal viceministro Nencini che i 31 milioni (articolo qui) che il Mugello aspetta da anni come risarcimento per i danni subiti dai lavori della TAV sono stati trovati. Lo stesso viceministro qualche tempo fa ci aveva comunicato che quei soldi erano già stati spesi per comprare i nuovi treni Minuetto. Non era vero, ma queste erano state le sue parole. Ora che quei soldi sembrano magicamente riapparsi, con rabbia, più che stupore, apprendiamo che non verranno utilizzati per acquistare il materiale rotabile mancante sulla Faentina ma indirizzati verso RFI che ha intenzione di spenderli prevalentemente per eliminare i passaggi a livello sulla linea per Pontassieve. Confidiamo che i sindaci del Mugello, al tavolo regionale dove si discute di questo, non avvallino tale proposta e dicano no a questo scippo, ricordando invece quali sono i veri obiettivi di sviluppo e riqualificazione della nostra linea ferroviaria.
Speravamo di non tornarci più sopra, visto quanto tempo è passato, ma se è necessario lo facciamo. Quei soldi sono del Mugello e vanno spesi sulla linea Faentina, perché in Mugello e non in Val di Sieve si sono compiuti i lavori dell’Alta Velocità col loro carico di danni ambientali al seguito (seccati 57 chilometri di fiumi, 24 di torrenti, 37 sorgenti e 5 acquedotti) e i 31 milioni di euro erano stati preventivamente stanziati come compensazione, tra l’altro di gran lunga sottostimata, a questi danni ambientali. RFI quando furono stipulati quegli accordi manco esisteva. Quei soldi inizialmente destinati all’elettrificazione era già pattuito tra Comunità montana e Regione che se fossero stati ritrovati sarebbero serviti per comprare treni nuovi per la Faentina. In tal senso la Comunità montana approvò un ordine del giorno all’unanimità proprio su indicazione della Regione Toscana. Purtroppo oggi sembra che si accetti che vadano a RFI invece che per acquistare nuovi treni.
Invece i 31 milioni dovranno servire a colmare le carenze e i disservizi di cui ancora oggi i pendolari e ogni viaggiatore sono loro malgrado testimoni. E’ il momento di porre forte la questione della riqualificazione della Faentina per trasformarla in una linea metropolitana in grado davvero di svolgere un servizio utile alla comunità e all’intera area metropolitana fiorentina. Se, come dicono le statistiche ogni giorno il capoluogo fiorentino è invaso da 83.000 auto, una parte consistente di queste proviene dal Mugello. E’ l’ora di offrire a queste persone un servizio efficiente che scoraggi l’uso dell’automobile con evidenti vantaggi anche per Firenze. Un servizio metropolitano che deve rispondere a tre criteri fondamentali: 1) Frequenza e percorrenza, un treno ogni ora per e da Santa Maria Novella (mezzora nei momenti di punta dei pendolari) con tempi di percorrenza abbassati a 30 – 32 minuti, più due treni notturni entro la mezzanotte. 2) Affidabilità, treni nuovi per scongiurare guasti e ritardi che ora sono all’ordine del giorno. 3) Comfort, sostituzione definitiva dei vecchi ALN, purtroppo ancora presenti in gran numero.
Ecco a cosa servono i 31 milioni, ecco cos’è un treno metropolitano.
Comitato pendolari Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 novembre 2016



1 commento
Sinceramente, avrei preferito che i pendolari avessero sostenuto l’utilizzo dei 31 mln per l’elettrificazione della tratto Firenze-Faenza della linea ferroviaria Firenze/Ravenna (per noi Faentina) visto che il tratto Ravenna Faenza é già stato elettrificato come da impegno preso dall’Emilia Romagna – negli anni settanta a cui la Toscana non fece seguito per la parte di sua competenza. (La proposta di completare l’elettrificazione della Fi/RA fu avanzata pubblicamente al Teatro Giotto di Borgo dal PPI all’inizio dei lavori dell’A.V.)
Non sono d’accordo per due motivi.
PRIMO: i pendolari per lavoro e studio mugellani riempiono solo una parte delle corse mentre le altre come quelle 08:32 e 09:32 quelle del sabato e della domenica sono giustificate da importanti umeri di passeggeri provenienti da Faenza. Quindi la linea é giustificata ANCHE dal consistente traffico da e per Faenza. Negli ultimi anni la nostra “Faentina” é diventata l’alternativa economica alla Fi/BO dell’Alta velocità per pendolari settimanali, turisti, turisti destinatari agli aereoporti di Firenze o Pisa provenienti dalle aree di Bologna a Forli
SECONDO: é risaputo che all’interno di Trenitalia da anni c’é una volontà di sopprimere la Faentina, proporre l’elettrificazione di mezza linea della tratta interregionale della Firenze/Ravenna con l’aggiunta del tratto verso Pontassieve per permettere la cosìdetta metropolitana di superficie (Proposta dal PDS nel 1996) Per me sarebbe il viatico per sopprimere prima la tratta Borgo SL./Faenza e poi le restanti visto il taglio dei passeggeri da Marradi e Faenza ed il calo dei pendolare e la mancata canalizzazione dei viaggiatori su gomma a quella su ferro, prevista, studiata e proposta neglia anni settanta dall’allora Comunità Montana.
Il mio timore é che il Comitato pendolari chiuso in una visione autarchica Mugello-egocentrica possa inconsapevolmente essere stumentalizzato da interessi aziendali e/o di progetti politici che niente hanno a che fare con l’interesse presente e futuro delle colletività dell’Alto e Basso Mugello per la sopravvivenza della linea ferroviaria Firenze/Ravenna. Cordialmente ringrazio per l’ospitalità.