BORGO SAN LORENZO – Forse non ci sperava neppure lei. E sicuramente non lo credevano i suoi avversari. L’incontro organizzato dalla vicesindaco Cristina Becchi, un evento “privato”, ovvero ad invito, non una manifestazione pubblica, niente bandiere e niente apparati, ha avuto uno straordinario successo di partecipazione.
Il pur ampio cenacolo del Monastero di Santa Caterina non sembrava sufficiente a contenere tutti le persone che hanno accolto l’invito di Becchi. Alla fine sono stati in 250, tutti invitati. Anche l’ex-sindaco Antonio Margheri, uno dei capofila dell’opposizione a Becchi all’interno del partito, e che non sembrava molto felice in mezzo a quella marea di gente.Opposizione a cosa? Alla candidatura a sindaco di Becchi. Non c’è dubbio infatti che l’evento dell’altra sera segna un passo nuovo e determinante nella complessa partita per le candidature.
La vicesindaco, durante i suoi interventi, non si è né autocandidata, né ha parlato di candidature. “Il mio primo desiderio è ringraziare tutte quelle persone che in questi anni ho avuto modo di incrociare, con le quali ho collaborato, ho fatto un pezzo di strada, ho realizzato progetti”.
C’erano giovani e anziani, rappresentanti di associazioni e imprenditori. E alcuni di loro sono anche intervenuti. Becchi ha sottolineato la complessità e le difficoltà di amministrare una realtà come Borgo San Lorenzo. E non ha mancato neppure di fare qualche sincera autocritica.
“Potevamo fare meglio? Sicuramente sì”. In particolare ha insistito sulla necessità di recuperare “un senso di comunità che in parte abbiamo perso”, la voglia di dialogare,” come stiamo facendo stasera”. “Credo sia giusto – ha aggiunto – metterci la faccia, senza paura delle critiche. Perché se parli, dialoghi, spieghi, poi la gente ti comprende, capisce, e ti aiuta a superare i problemi. Io questo l’ho sperimentato varie volte, nella scuola, per la mensa”.
Becchi ha continuato: “Dobbiamo recuperare un po’ di umiltà. L’autocritica non fa male, siamo tutti essere umani, riconoscere di aver sbagliato non significa essere deboli, anzi, è il modo per trovare insieme le soluzioni. E se la politica non riesce ad aprirsi, sarà un fallimento. Io sento che c’è una comunità pronta a dare un contributo positivo, a fare rete, a lavorare per il proprio paese. Ocorre essere uniti”. E ha concluso: “Mi piacerebbe rompere gli schemi, le dinamiche di potere, ripartire da zero. Da parte mia sono a disposizione delle persone, per l’amore che sento per il mio paese”.
Non ha parlato di candidature, ma ci sta pensando. Non è stato infatti un incontro di addio, ma un’occasione di condivisione e di relazione. Non solo in un’ottica di cose fatte, ma anche e soprattutto di cose da fare.
Ora entra in gioco la politica. Nei prossimi giorni si sapranno le mosse dei partiti, a cominciare dal Pd. E si capirà se l’ala sinistra, che da tempo è contraria a una candidatura della vicesindaco Becchi, arriverà a spaccare il partito pur di frenarne l’elezione. Anche se l’incontro dell’altra sera ha detto che la Becchi ha un seguito e relazioni che finora i suoi avversari pensavano non avesse.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 dicembre 2023






