MUGELLO – Non è la prima volta che succede. Un caso di omonimia ed una persona “estranea ai fatti” si ritrova sommersa da insulti e minacce. Era già successo con il ritorno di Silvia Romano, la volontaria 25enne milanese rapita in Kenya e liberata dopo 18 mesi di prigionia. Al suo ritorno aveva detto di essersi convertita all’Islam, ed era stata sommersa dalle offese. E con lei un’altra Silvia Romano, “colpevole” solo di essere omonima della volontaria milanese.
Una cosa simile, nel suo piccolo, sta ora accadendo qui. Martedì 15 settembre su “Il Filo” è stata pubblicato un articolo nel quale la signora Lisa Cerbai faceva presente l’assembramento fuori dall’istituto “Giotto Ulivi” di Borgo San Lorenzo (articolo). Ed anche in questo caso a “rimetterci” è stata un’omonima, molto giovane e che frequenta ancora la scuola, diventata oggetto di insulti e minacce. La ragazza al momento del fatto si trovava a Firenze ma questo non ha impedito ai cretini di turno di offenderla e minacciarla. La Cerbai, quella vera, aveva fatto presente che dopo tutti i mesi di didattica a distanza, dopo tutto il lavoro per poter tornare nelle aule in totale sicurezza, appena fuori dai cancelli dell’istituto il secondo giorno di scuola c’era già un pericoloso assembramento.
Inutile chiedere di abbassare i toni, ormai ogni discussione si fa violenta e poco costruttiva, ma forse sarebbe il caso di accendere il cervello, evitando di attaccare senza senso una ragazzina innocente e, soprattutto, estranea ai fatti.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Settembre 2020


