
FIRENZUOLA – Il gruppo consiliare di minoranza di Firenzuola non rinuncia a evidenziare la brutta figura dell’amministrazione comunale nella vicenda del protocollo d’intesa con i comuni di Monghidoro e di Castel Del Rio, che Firenzuola ha dovuto annullare, dopo l’intervento del Prefetto.
In una nota i quattro componenti del gruppo, Emilio Ulivi capogruppo, Silvio Scarpelli, Marisa Mordini e Filippo Giordano Allkurti criticano la scelta fatta dall’amministrazione, evidenziando che essa aveva evidenti limiti procedurali.
La lista “Bene Comune” inizia dai fatti: “Il sindaco Buti, a nome dell’Amministrazione Comunale che rappresenta, -scrivono i quattro consiglieri- ha pubblicato due giorni fa un protocollo di intesa con i Comuni di Monghidoro e di Castel del Rio (entrambi in provincia di Bologna), nel quale si autorizzavano i cittadini del comune di Firenzuola a superare i confini di Regione per motivi affettivi (congiunti) e sociali (vicinanza centri di acquisto) e viceversa. Noi Consiglieri di minoranza, essendosi impegnati in Consiglio comunale alla diffusione capillare di informazioni, tramite anche i propri social, in questo periodo delicato, lo abbiamo fatto anche in questa occasione in modo tempestivo”.
Ma, dice l’opposizione, i dubbi non mancavano: “Il nostro primo interrogativo è stato di chiedersi come questo fosse possibile in considerazione della presenza di un DPCM (del 26 aprile) che vietava in tutto il territorio nazionale il passaggio da una regione all’altra.
Immediatamente dopo tale fatto, sono iniziate le lamentele e recriminazioni, di cui anche noi come opposizione siamo stati oggetto, che naturalmente e semplicemente chiedevano del perché altre zone confinanti fossero state escluse dal provvedimento”. Perché il protocollo non era stato firmato da tutti e quattro i comuni emiliano confinanti, e mancavano San Benedetto Val di Sambro e Castiglion dei Pepoli.
“Nella giornata di ieri -continua la nota-, a circa 24 ore, veniva imposto dalla Prefettura il ritiro di tale atto per evidente incompatibilità con le leggi in vigore e perché una convenzione non ha finalità di questo tipo.
Chiaramente la popolazione si è sentita presa in giro ed ancora una volta discriminata e penalizzata dalla sua posizione geografica di paese di montagna e di confine”.
Così le riflessioni di Ulivi, Scarpelli, Mordini e Alkurti sono taglienti: “Questo fantozziano modo di gestire la cosa pubblica a nostro avviso deve far scaturire, al di là delle polemiche, alcune domande:
– Si può come Amministrazione andare liberamente contro le leggi dello Stato, con la consapevolezza che esistono anche percorsi “istituzionali” che sono volti ad ottenere gli stessi giusti obiettivi a vantaggio della comunità? Si veda la richiesta ufficiale dei sindaci dell’Unione dei Comuni del Mugello e di altri sindaci di qua e di là dal confine (firmata anche dal sindaco Buti) rivolta a Governo e Regioni al fine di sensibilizzare i parlamentari locali sui disagi di questi territori.
– Gli uffici preposti al controllo della regolarità giuridica degli atti amministrativi in che maniera si sono pronunciati circa la legalità di tale azione intrapresa da questa Amministrazione?
– Infine il comportamento degli amministratori che sui social, nonostante la brutta figura, hanno difeso il loro operato, sicuramente errato e risibile, scambiando la critica con la polemica e addirittura tentando di scaricare in parte su altri la responsabilità, come può essere catalogato?”
E tirano alcune conclusioni politiche: “Anche a livello nazionale abbiamo assistito a proteste e “ribellioni” verso uno Stato/Governo che chiedeva sacrifici ai cittadini. Se tale situazione, come dimostra il caso odierno, si estende, è estremamente pericoloso.
La nostra educazione civica ci spinge in una direzione molto diversa da questo “populismo” elettorale. Chi porta la fascia tricolore deve essere il primo a rispettare le istituzioni ed a essere l’esempio per i cittadini. Questa -concludono Emilio Ulivi, Silvio Scarpelli, Marisa Mordini, Filippo Giordano Allkurtinon è retorica né tanto meno polemica; questo è il nostro modo di pensare e fare politica e non mera propaganda”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Maggio 2020






