MEDITAZIONE SULLA PAROLA DEL GIORNO – martedì 24 marzo 2020
Ezechiele 47, 1-9.12 Salmo 45 Giovanni 5, 1-16

La visione che il profeta Ezechiele ha dell’acqua che fuoriesce dal Tempio di Gerusalemme è di una bellezza straordinaria. Quest’acqua è l’amore di Dio. È un amore che straripa da ogni parte, a nord e a sud, ad est e ad ovest: da Dio scaturisce amore per tutte le creature e dove arriva quell’amore, tutto rifiorisce ed è rigoglioso. Ma l’intuizione del Profeta che più mi incanta è questa: “Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque”. L’acqua che entra nel mare da dolce diventa salata… qui no! L’acqua dolce fa diventare dolce l’acqua salata. Meraviglioso! La misericordia di Dio è proprio questa cosa: quando tocca il peccatore, pian piano lo risana, lo addolcisce, lo restituisce alla sua sorgente. Che meraviglia!
Il paralitico che da trentotto anni era immobilizzato sul lettino non aveva nessuno che lo immergesse nella piscina di Siloe – che significa “Inviato” -: Gesù, l’Inviato, gli si fa vicino e lo risana. “Fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”: stare sotto la Croce di Gesù è immergersi nel torrente di grazia e di amore che lava le nostre colpe, ci libera dai nostri immobilismi e ci riabilita al cammino. Dalla morte di Gesù scaturisce abbondantemente la vita per l’umanità.
Non allontaniamoci mai da questa inesauribile sorgente.
Buona giornata,
don Luciano
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 marzo 2020




