MUGELLO – La Città Metropolitana di Firenze ha promosso uno studio che esplora le dinamiche di sviluppo delle sue aree interne, montane e extraurbane, con un approccio incentrato sulla prospettiva “Metro-Montana”, cruciale per promuovere l’integrazione e la coesione territoriale, superando la tradizionale divisione tra aree urbane e rurali o montane.
La ricerca di Lama Impresa Sociale ha coinvolto stakeholder ed esperti locali e nazionali. Le rilevazioni su Londa, Marradi, Palazzuolo sul Senio, San Godenzo, Firenzuola, Dicomano, Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Scarperia e San Piero, Vaglia, Vicchio, Greve in Chianti, Barberino Tavarnelle, Rufina, Pelago, Pontassieve, Reggello, Montespertoli, Gambassi Terme
Martedì 21 maggio 2023, nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, sono stati presentati e discussi i risultati intermedi della ricerca “Firenze Città Metro-montana. Indicazioni strategiche per le politiche pubbliche in ottica di sviluppo integrato tra centri urbani e aree interne e montane”, realizzata in collaborazione con Lama Impresa Sociale, che si basa sull’analisi di dati statistici e documenti ufficiali e sul coinvolgimento diretto di stakeholder ed esperti a livello locale e nazionale.
Lo studio (consultabile qui) è stato presentato dai rappresentanti di Lama con il consigliere delegato alla materia. Sono emerse proposte di politiche di sviluppo che mirano a creare sinergie strategiche e fanno leva sulle interdipendenze tra le diverse aree. Lo studio, infatti, ha portato alla formulazione di indicazioni per le politiche pubbliche e gli attori istituzionali locali e nazionali, utili non solo per le aree formalmente riconosciute come “interne”, ma anche per quelle caratterizzate da problemi simili di fragilità, come le aree rurali, extra-urbane e a bassa densità abitativa.
Gli abitanti della Città Metropolitana di Firenze che vivono in un territorio classificato come montano sono il 12% della popolazione totale e la superficie classificata come montana è il 36% dell’estensione totale della Metrocittà. Negli ultimi dieci anni la popolazione residente è diminuita del 2,1% nell’area studiata, con Fiorenzuola, Marradi e San Godenzo che presentano il primato negativo con rispettivamente -10%, -11% e -14%.
Le imprese attive, specializzate soprattutto nel settore primario e industriale/manifatturieri sono 106 ogni 1000 abitanti contro le 120 del resto della Metrocittà. Le abitazioni costano circa 700 euro in meno al metro quadro. Tra i dati analizzati c’è anche la copertura della rete internet: risulta che il 10% della popolazione metro-montana non ha accesso a una connessione.
Lama ha anche analizzato buone pratiche e casi studio di altre aree montane finalizzate al ripopolamento, casi di governance innovativi nella gestione delle foreste e la valorizzazione delle filiere locali e del territorio. Da qui prendono spunto le indicazioni strategiche per le politiche pubbliche che concludono lo studio. Le proposte alle istituzioni emerse sono la creazione di un ufficio specifico per lo sviluppo montano, la creazione di sinergie tra enti per la partecipazione a bandi dei fondi europei e il reperimento di risorse, la gestione condivisa e la valorizzazione del patrimonio forestale, la promozione del turismo lento e sostenibile, la priorità della banda larga, la promozione di sgravi fiscali e incentivi alla residenzialità e alle attività economiche, l’introduzione dei prodotti locali nelle mense pubbliche, le politiche locali per i giovani e la cultura.
Città Metropolitana di Firenze
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 maggio 2024

3 commenti
Si parte da lontano per fare una analisi del territorio complessivo della
metropolitana Fiorentina . ma sarebbe bene individuare in alcuni problemi strutturali della viabilità , gli ostacoli maggiori allo sviluppo della sua vivibilità . finché non ci si renderà conto che Firenze è chiusa in una morsa stradale che attualmente la rende invivibile per il normale svolgimento delle più semplici operazioni di vita non saremo in grado di affrontare e risolvere il problema della sua normale vivibilità . Firenze manca di strade di comunicazione , circonvallazioni che permettano con facilità di spostarsi da Nord Ovest a Nord ‘est e da Nord a Sud .attualmente è chiusa in un taboga che ne impedisce la sua normale vivibilità .
Quando ci si renderà conto che per andare dalla Bolognese a Careggi e viceversa non è possibile dover passare dalla strada dei Massoni , e che per andare dalla Lastra sulla bolognese alla Faentina Fiesole e Settignano bisogna passare da
via Salviati che per proseguire fino a via Aretina bisogna passare dalla Fiesolana e che per fare questi percorsi di pochi Km a volte occorrono anche ore all’ora si capirà che occorre ripensare a una viabilità urbana ed exstra urbana di nuova concezione , dove citta importanti come Milano Roma , Bologna Mestre , si sono dotate di circonvallazioni idonee a smaltire il traffico
sempre in aumento .
Sono un anziano Borghigiano che non prende più il treno per Firenze della linea Faentina per la insopportabile fine corsa al binario 17 (500 mt circa a piedi per raggiungere un mezzo o un taxi). Al ritorno poi, quasi sempre, per sapere da quale binario parte devi aspettare 10 minuti (se va bene) prima della partenza, al comparire della indicazione devi correre come un ventenne per prendere il treno.
Se arrivi con treno da altra città la coincidenza è una lotteria.
Scrivo ma sono rassegnato