MUGELLO – Attività essenziale la coltivazione amatoriale di zucchine e cetrioli? Per la Regione Toscana pare di sì. Ma le prime a spuntare sono le polemiche e le critiche a questa decisione. Che non è piaciuta affatto a diversi sindaci.
Dice Tommaso Triberti di Marradi: “Escono le persone che finora ci è stato detto essere più a rischio. Io sono favorevole a una riapertura, altrimenti presto non ci sarà niente da riaprire, ma questo va fatto con criterio, concordando e coinvolgendo. In questo modo io non riesco proprio a capire l’intento”.
Federico Ignesti è furibondo: “Non si fa così. Scelta incomprensibile e dannosa quella della Regione. Anzi, secondo me, perfino contraria alle norme nazionali”. Il sindaco di Scarperia e San Piero non l’ha presa affatto bene: “Per quanto mi riguarda gli orti sociali di San Piero li tengo chiusi. Ti immagini? 40 appezzamenti, bagni e capanna degli attrezzi in comune, e magari anche la briscola alla fine della giornata. E noi che invitiamo tutti a stare a casa, teniamo le scuole chiuse, i bambini chiusi in casa, non si può andare a fare la spesa fuori dal comune. Mentre da oggi dal Lisi o a Legnaia c’era il mondo a comprare sementi. E fai uscire i pensionati a fare l’orto. Ma siamo matti? E’ un’attività essenziale coltivare pomodori e verze? Tanto più che questo contraddice le regole finora adottate. E se uno ha l’orto nella seconda casa? Sai quante persone hanno un pezzo di castagneto e sono di altri comuni? E poi la possibilità di andare in due persone… Proprio non ci siamo”.
Anche il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni ha fortissime perplessità: “E’ un provvedimento che porta le persone a uscire, e quindi qualche problema c’è. Alla fine le forze dell’ordine come faranno a controllare? Troppa gente in giro rende impossibili i controlli”.
Ignesti ha anche contattato l’assessore regionale Remaschi, esponendogli le problematiche che la norma sugli orti provocherà, e ha parlato col Prefetto Laura Lega, che ha condiviso le sue preoccupazioni. “Spero -dice il sindaco di Scarperia e San Piero- in una rapida correzione di rotta”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Aprile 2020





5 commenti
È incredibile.
C’è una bella differenza tra riaprire una azienda ortofrutticola e permettere l’accesso a migliaia di orti coltivati da migliaia di pensionati.
Mi pare evidente che questi Sindaci non hanno fiducia nei loro elettori, che invece avevano dato loro fiducia nelle urne… Perchè i “Primi Cittadini” considerano tutti gli altri Cittadini degli irresponsabili, quando i numeri dei controlli di polizia ci dicono che invece che tutti noi stiamo facendo la nostra parte responsabilmente e con pazienza? I Dati a livello nazionale, provinciale e locale ci raccontano di percentuali oltre il 95% di cittadini controllati risultati in regola con le disposizioni, e sul totale della popolazione gli irregolari risultano essere in percentuali dello zero virgola zero zero e qualcosa. Cari Sindaci perchè non ricambiate la fiducia che vi è stata accordata? Non è che siccome vi chiamano “Primi Cittadini” siete di una casta superiore, siete sempre “primi inter pares” primi tra pari, in tutto, quindi cercate di essere almeno all’altezza di chi vi ha votato. Grazie
Riguardo alla decisione di mantenere chiusi gli orti sociali. Mi rammarico della reazione del sindaco Ignesti che ritengo discriminatoria nei confronti di una categoria di cittadine che si è dimostrata responsabile e ligia alle regole per tutto questo periodo. Discriminatoria anche per il fatto di suddividere di fatto gli orticoltori amatoriali in due categorie: i proprietari di terreni privati di qualsiasi ordimne e metratura potranno trovarsi a fianco a fianco in orti di pochi metriquadri mentre a chi paga un canone e fa servizio di volontariato per poter usufruire degli orti sociali viene impedito di prendersi cura del proprio terreno. Negli ambienti chiusi sono consentiti 40mq a persona…. gli orti sociali a San Piero sono di 100 mq l’uno e posti in un’area facilmente controllabile anche solo passando dalla strada. Dov’è il rischio? Le parti comuni (baracca e bagni) potrebbero comunque essere lasciate chiuse. Insomma, si parla di salute degli anziani e ci si dimentica che per il contrasto alle patologie croniche e alla depressione, che non sono state debellate con l’arrivo del coronavirus, è essenziale poter svolgere attività fisica all’aria aperta e coltivare le proprie passioni. Si parla delle code ai negozi di agraria ma quelle persone sono le stesse che sono costrette a fare la fila al supermercato, cosa cambia? A maggio consentiremo l’assalto ai negozi e ai servizi e torneremo a salire su autobus e treni per andare al lavoro ma gli orticoltori non potranno stare all’aperto in 100 mq a coltivare ortaggi e passione? La nostra condizione di “quarantenati” ci impedisce di “scendere in piazza” a protestare… vorrei pensare con serenità che i nostri amministratori non se ne approfittino.
Follia! Bambini chiusi in casa da settimane, genitori costretti a fare salti mortali per gestire lavoro e figli e poi vediamo assembramenti negli orti sociali e nelle rivendite di semi e piante. Ad un bimbo di pochi anni spieghi male che deve stare chiuso in casa, che non può vedere nonni e amici. Una persona adulta, a prescindere dalla decisione della Regione dovrebbe capire che l orto può rimanere indietro, fosse solo per traumi o ferite che ti puoi procurare accudendo l’insalata..
Una semplice distorsione che passi da un pronto soccorso in questo momento aggiunge caos al caos. Penso che bisogna anteporre il buon senso a qualsiasi azione. Le immagini di orti sociali affollati di soggetti che oltre tutto sono quelli più a rischio, è uno smacco a chi da più di un mese è costretto a non poter portare il figlio neanche a buttare 2 sassi in acqua al fiume! Con questo, ognuno è fucina del proprio destino! #iorestoacasa
Mi inserisco nel dibattito sorto in questi giorni in merito all’ ordinanza della Regiorne Toscana (DGR 36 del 14/4/20) che consente gli spostamenti all’interno del proprio comune, o verso altri comuni:
– per lo svolgimento di attività agricole amatoriali;
– per il controllo e contenimento della fauna selvatica;
– per attività selvicolturali:
L’ordinanza correttamente precisa che lo spostamento all’interno del proprio comune o verso altri comuni per lo svolgimento di tali attività può essere effettuato nel pieno rispetto di quanto previsto dai citati Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da COVID – 19 (le stesse che adottiamo quando andiamo alla Coop, o in farmacia) ed esclusivamente alle seguenti condizioni:
1) che avvengano non più di una volta al giorno;
2) che sia effettuato da massimo due componenti per nucleo familiare.
Precisa anche, per quanto riguarda le attività agricole amatoriali, che:
– le attività da svolgere siano limitate a quelle necessarie alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali allevati, consistenti nelle minime, ma indispensabili operazioni colturali che la stagione impone ovvero per accudire gli animali allevati.
Voglio qui ringraziare l’ Assessore Marco Remaschi, persona competente ed attenta alle necessità della popolazione, che ha ispirato questa ordinanza.
Voglio anche stigmatizzare la reazione scomposta di alcuni “primi cittadini” che hanno manifestato la loro completa sfiducia verso i beneficiari di questa ordinanza. Chi va per orti, in questi momenti, può portarsi benissimo gli attrezzi da casa, e, da sempre, sa come supplire alla mancanza del bagno.
Quanto poi alla “briscola alla fine della giornata”, lasciamo perdere!
Secondo il mio parere. il solo averci pensato, e puntato il dito, li qualifica fra coloro che il Petrarca chiama: “gente a cui si fa notte innanzi sera”.