Chi non c’era mai stato, il 2 giugno scorso, era stupito. Chi invece c’era già stato, era commosso. La parrocchia di Borgo San Lorenzo ha organizzato una giornata di festa per presentare l’esito dei lavori effettuati nella casa della parrocchia di Borgo. E a Cavallico sono saliti in più di 200. Una giornata serena -in tutti i sensi-, dove il pievano don Maurizio Tagliaferri ha spiegato cosa è stato fatto e con che spirito e obiettivi è stato fatto. Grazie ai tanti volontari che hanno lavorato duramente durante l’inverno.

Ora nella casa, che fu acquistata 43 anni fa dall’allora pievano di Borgo San Lorenzo don Rodolfo Cinelli per 6 milioni di vecchie lire, un rudere abbandonato, circondato da una natura splendida, tutto è più curato. Si è ristrutturata la cucina e la dispensa, si sono realizzate nuove docce nei bagni, verniciati porte e infissi al piano terra e piano superiore, ritinteggiata tutta la casa, sostituiti tutti i vecchi letti con 32 nuovi letti a castello in legno, rifatte le fossette per lo scolo delle acque, compreso ai margini del campo di calcio, risistemato l’alveo del fiume, recintata la proprietà, tolti rovi e vitarbe, diradate le alberature -per una parte di esse ci ha pensato la tempesta di vento-, alberature che comunque rimangono abbondanti e splendide, realizzato un adeguato spazio parcheggio, costruite staccionate di legno lungo il perimetro davanti casa, sistemata la strada di accesso, sistemata la cantina, collocati nuovi tavoli, ottenuti in dono da un istituto bancario, nel refettorio.
“Molte cose -ha detto il pievano- rimangono ancora da fare ma crediamo che si possa giungere ad un Cavallico ancora migliore di quello che oggi vedete. Con l’auspicio che molti altri si possano aggregare alla già lunga lista di volontari che hanno contribuito alla realizzazione di tutto ciò. Credo che prima di tutto e oltre tutto Cavallico possa essere mezzo di comunione e di relazioni”.
Grazie infatti all’azione di Giovanna e Alberto, che hanno in questi mesi dedicato molte energie a Cavallico e ai lavori necessari, è stato possibile coinvolgere tantissime persone: “Giovanna e Alberto -ha sottolineato don Maurizio- hanno saputo vivere e far vivere momenti di comunione profonda tra i “lavoratori”, facilitando le aperture dei cuori anche tramite le tante e tante giornate di lavoro che si sono svolte qui durante l’inverno. Sono venuti in situazioni di estremo disagio a portare avanti i lavori anche durante il periodo invernale, e hanno saputo riavvicinare tante persone che sono passate negli anni a Cavallico e che per diversi motivi si erano allontanate da questo luogo meraviglioso. Li voglio ringraziare ad uno ad uno, tutti si sono messi a disposizione, facendo anche i lavori più umili, talvolta dietro le quinte, a servizio di tutti”.
Il pievano lo ha sottolineato. “Questa è la casa di tutta la parrocchia. Cavallico è una proprietà della parrocchia di Borgo. Figliano non è della parrocchia, lo abbiamo in comodato. Figliano è importante, meno male che c’è. Ma Cavallico è della parrocchia e questo porta a un impegno ulteriore a mantenerlo e custodirlo. Non sarà solo la casa dei campi scuola. La pensiamo come casa di formazione: formazione umana, formazione cristiana, formazione alla difficile vita di oggi. La vogliamo come una casa di preghiera: una casa che possa essere utilizzata in maniera determinante per la preghiera: un ritiro (già ne abbiamo fatti in questa primavera), un incontro di spiritualità, un momento di studio della parola di Dio. Questa sua collocazione nella natura ci aiuta a pregare e contemplare. Un luogo dove si rifocilla lo spirito, dove si riposa la mente e il cuore. Cavallico sarà anche casa di contemplazione: dove l’aspetto della meditazione cristiana, la riflessione davanti a Dio e con Dio non sia accessoria ma sostanziale. Ripeto, il luogo ci aiuta: qui si esce fuori, si esce fuori dalle nostre quotidianità. Qui si respira un’aria diversa, anche a livello spirituale. E sarà una casa di educazione. In questo ambito vediamo bene i campi scuola che la parrocchia organizza e anche l’ospitalità ad altre parrocchie che ci richiederanno la casa per periodi più o meno lunghi.”
Nelle intenzioni della parrocchia si vorrebbe utilizzare questo spazio non solo per il periodo estivo, ma anche nei mesi primaverili e autunnali.
Il pievano ha chiarito anche l’aspetto economico: “L’obiettivo è che si mantenga da solo. Non ci vuole tanto. grazie all’apporto di tanti volontari. Con Cavallico non si intende guadagnare, ma garantire il mantenimento della casa e far sì che essa, restituita alla sua originaria vocazione, possa essere sempre accogliente ben sistemata e in grado di aiutare – anche con la bellezza degli arredi e del suo parco- il raggiungimento dei fini che si è prefissata”.

Poi il pranzo tutti insieme, l’incontro tra persone cresciute a Cavallico 30-40 anni fa, i canti del Cia -alias Filippo Margheri-, e, per una trentina di “ardimentosi” delle più varie età, la spedizione, nel pomeriggio verso la vetta di Castel Guerrino, una meta classica per tanti di coloro che frequentarono il “primo” Cavallico.
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Un Cavallico che ora la parrocchia ha deciso di valorizzare e di utilizzare appieno. Scelta più che giusta, perché è un vero Paradiso, un luogo che si presta benissimo agli scopi per i quali fu acquistato, un’occasione di incontro, di spiritualità e di costruzione e rafforzamento della comunità.
(Foto: Marta Magherini – Donatello Bruschi)
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 8 giugno 2015











2 commenti
Scusate sapete se esiste un numero per contattare il rifugio di Cavallico? Sono un capo scout e sarei interessato a portarci i ragazzi per un campo
parrocchia borgo san lorenzo – 055 8459295