Dario Nardella, nella sua duplice veste di sindaco di Firenze e di presidente della Città metropolitana ha trascorso sabato mezza giornata con sindaci del Mugello e rappresentanti del settore lattiero della nostra zona –allevatori e responsabili delle associazioni di categoria. Perché il Comune di Firenze è il maggiore azionista della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno, e da qualche tempo si parla con insistenza di privatizzazione di questa azienda. Anche perché la legge obbliga i comuni a dismettere le loro quote in società considerate “non strategiche”.
Ma la Centrale del Latte fiorentina, che peraltro è in utile, svolge un ruolo, anzi più ruoli di grande rilievo. Non solo dà lavoro a centinaia di persone, tra addetti diretti e indotto, ma garantisce ai consumatori un latte di provenienza sicura, di grande valore qualitativo. Ciò acquistando il latte da stalle “certificate”, molte delle quali raccolte in Mugello e in Alto Mugello, che dà solo offre oltre un terzo del latte Mukki di alta qualità, con 15 milioni di litri –e ne premia la speciale qualità con un prezzo leggermente superiore-. 0 Questo garantisce il mantenimento di aziende agricole in montagna che sono un importante presidio del territorio. La chiusura di queste aziende sarebbe drammatica per la tenuta del territorio e dello stesso paesaggio. Senza la presenza agricola in montagna chi manterrebbe infatti il territorio?
Così era molto atteso l’incontro con Nardella, che ha dato ampie garanzie, stabilendo un dialogo e dimostrando grande attenzione alle istanze mugellane. Qui l’intervista al sindaco di Firenze.
Il sindaco di Firenze ha prima tenuto un incontro in villa Pecori Giraldi a Borgo San Lorenzo –erano presenti anche i “suoi” assessori Giovanni Bettarini, assessore allo sviluppo economico, e Lorenzo Perra, assessore alle partecipate-, poi gli hanno fatto visitare due aziende zootecniche: quella dei fratelli Bonini, l’azienda agricola “Il Grillo” di Luco di Mugello, e la cooperativa “Emilio Sereni”.
“L’incontro con l’azionista di maggioranza ci ha soddisfatto –commenta Remo Marchi, presidente dela Granducato, una delle cooperative che raccolgono il latte e lo destinano alla Centrale, non ché allevatore di Firenzuola-. Capiamo che il loro intento è quello di allentare la propria presenza nella Centrale e questo lo comprendiamo, anche se vorremmo avvenisse più avanti possibili. Ma c’è una condivisione di strategia, e restiamo fiduciosi in attesa dell’assemblea degli azionisti, con l’auspicio di vedere ancora il pubblico nella compagine sociale e, perché no, anche la partecipazione attiva, ed anche economica, del mondo della produzione. Non escludo cioè che anche i produttori possano acquistare delle quote”.
© Il Filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2014




