MUGELLO – Da anni gli allevatori mugellani lamentano un problema, legato agli attacchi dei predatori. Perché dopo aver subito il danno derivante da animali uccisi dai lupi, si aggiunge anche la beffa, quella di dover pagare, e parecchio, per lo smaltimento delle carcasse.
Ora però la Regione Toscana, su iniziativa della vicepresidente e assessore all’agroalimentare Stefania Saccardi, ha proposto un modello virtuoso di riciclo, venendo incontro alle esigenze degli allevatori: le carcasse degli animali uccisi dai predatori, previo controllo Usl, potranno essere ritirate dagli allevamenti dove si trovano e portate al parco faunistico del Monte Amiata dove diventeranno cibo per i lupi e gli ibridi che qua sono racchiusi in recinti impermeabili di 9 ettari.
Nell’area protetta infatti sono custoditi al momento 5 ibridi e un lupo, tutti sterilizzati. Gli ibridi derivano da un progetto Life e il lupo è stato invece recuperato in natura infestato da endoparassiti. Adesso non è più liberabile in quanto non si trova più nelle condizioni di procacciarsi il cibo da solo. Questi esemplari in cattività adesso sono divenuti oggetto di interesse dell’Università La Sapienza di Roma. Per un progetto europeo in partnership con la Germania, gli studiosi tramite campioni di sangue, associati aI microchip e alle foto che mostrano le evidenze fenotipiche, potranno studiare il genoma completo dell’ibrido grazie a tecniche innovative.
“Da tempo ci chiedevamo come poter dare un aiuto agli allevatori che, tra i tanti problemi, devono anche affrontare la questione dello smaltimento carcasse, costoso e complicato – ha detto la vicepresidente Saccardi – Grazie invece a questa soluzione possiamo dire di aver dato vita a un modello di riciclo verde, che non inquina con combustioni, che non produce costi e dà una giusta dimensione e una valorizzazione a quello che viene considerato un rifiuto ultimo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Novembre 2022


