
BARBERINO DI MUGELLO – Quando ero piccola, e il mio babbo raccontava di essere stato a caccia a Montecuccoli, il toponimo mi evocava una località sperduta e piena di sorprese. Proprio domenica scorsa ho potuto verificare che la frazione di Barberino, e la zona circostante posta sull’altura della Calvana, è decisamente impervia, ma anche ricca di storia e di attrattive. A cominciare dalla pieve di San Michele Arcangelo, di origini molto antiche e scrigno di testimonianze e di fascino, come ben dettagliato su queste pagine da Massimo Certini (leggi cliccando qui).

A fianco un circolo MCL, aperto in un primo tempo da alcuni residenti come luogo di incontro, e quindi gestito da oltre 25 anni dalla famiglia Stefani di Vernio: Stefano e la sorella Anna Maria, coadiuvati dall’attivissima mamma Piera. Un ambiente vivace e familiare, che offre cibo genuino a base di pasta fatta in casa, cacciagione, affettati di prima qualità, fritture sublimi e – quando ‘fanno’ – gli immancabili funghi. Anche se in questo periodo il luogo è isolato dal lato mugellano nei giorni feriali, a causa delle recenti frane, il Circolo San Michele tiene duro, contando su una clientela affezionata: «Se le persone non tornassero – commenta l’oste – significherebbe che ho fallito!».
Uscendo dal piccolo locale con i sensi di colpa dovuti ai peccati di gola, un giro a piedi è la giusta penitenza e, nel raggio di qualche chilometro, anche lo spirito sarà soddisfatto.

Sempre nel territorio di Barberino, a pochi passi dalla sorgente del fiume Sieve, si trova infatti il Monastero del Silenzio, una piccola comunità di monaci e laici osservanti la regola della Chiesa Orientale. Nel complesso sono ubicate una villa seicentesca, in attesa di un consistente recupero, e un’attrezzata torrefazione di caffè che, a giudicare dall’aroma, sforna miscele arabiche di qualità, permettendo anche il sostentamento dei residenti.
Lasciato il fascino esotico, a breve distanza ma già nel Comune di Cantagallo, troviamo il borgo “Tutto è Vita”, frutto di una recente ristrutturazione e sede del progetto omonimo, ispirato da P. Guidalberto Bormolini e i “Ricostruttori nella preghiera”. Un sogno realizzato, un luogo dalle mille potenzialità, dove vivere lontani dal caos e dalle abitudini cittadine che allontanano dal centro di noi stessi, dalla nostra essenza. Ma anche un luogo dove accogliere viandanti più o meno frettolosi, in un’oasi di spiritualità e cura, con l’obiettivo di realizzare un Hospice per malati terminali.
Tutte realtà di grande interesse e molto vicine fra loro, collegate – anche in periodi di bella stagione – da infrastrutture non certo agevoli, ma nonostante questo frequentate. Succede, dove la natura è protagonista e trait d’union ideale tra angoli di bellezza per l’occhio e per lo spirito.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Giugno 2025





