VAGLIA – Maria Rocchi, vagliese, riflette sugli importi della Taric, la tariffa corrispettiva per la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Importi, scrive, molto alti a fronte di un servizio che definisce scadente, specie dopo il passaggio al porta a porta. Ed elenca quello che secondo lei non va:
Abito a Vaglia e stamani (lunedì 10 Novembre ndr) ho ricevuto la seconda e ultima rata 2025 della nettezza per un importo di 240 euro per due residenti, che sono quelli che incidono sui costi in quanto ho visto che tra me e la mia vicina che ha la casa molto più piccola ma sempre con due residenti, la differenza è di 17 euro.
Intanto mi sembra inopportuno inviare queste cifre da pagare in una sola rata, e inoltre le ritengo esose per un servizio a dir poco scadente: spesso i bidoni non vengono ritirati, il ritiro dell’umido due volte la settimana specialmente d’estate è insufficiente, i sacchi e i bidoni decorano le vie del paese fino al pomeriggio, dai sacchi spesso gli animali, non solo cinghiali, spargono in giro i rifiuti e tutto questo con costi in bolletta esagerati.
Non sarebbe meglio riconoscere che la raccolta porta a porta è stata un errore e tornare ai cassonetti, magari quelli con la chiavetta così che i cittadini possano depositare i rifiuti secondo le loro esigenze. Un’ultima cosa, perché l’utente non può sapere fin dall’inizio quanto spende in un anno e avere l’importo diviso in 4 rate come avveniva prima, e come avviene tutt’ora ad esempio nel Comune dove ho un’altra casa? Spero che i cittadini si mobilitino (lo scontento serpeggia) in modo da fare retrocedere da questo madornale errore che ancora una volta penalizza l’utenza con disagio e costi inaccettabili.
Maria Rocchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Novembre 2025




1 commento
Condivido pienamente ,io abito nel comune di Vicchio,in campagna e la raccolta ‘porta a porta’ è una presa in giro visto i kilometri che io e molti altri fanno per portare i sacchi sulla strada dove passa Alia. Ora con la TARIC ogni sacco avrà un codice a barre,pensate di spiegarlo anche ai cinghiali così non li aprono più? Insomma ,il comune non sta dando informazioni,i costi saranno maggiori,la questione andrebbe studiata meglio e il coinvolgimento dei cittadini dovrebbe essere fondamentale. Chi ci rimette,come sempre,siamo noi.