MUGELLO – Davide Galeotti ci invia una lettera commento di risposta all’articolo di Andrea Banchi dal titolo
“Costruire bombe in Mugello. Il progresso passa per la produzione di armi?” (qui):
Bombe in Mugello? Si, ma caricate a propaganda. Quando dall’area politico “culturale” di sinistra provengono “riflessioni” sul mondo della Difesa o su temi geopolitici, si può stare certi che ci si troverà davanti al consueto stravolgimento della realtà, a dati contraffatti e rimaneggiati ad arte quando non proprio vere e proprie fake news.
Lo si capisce da un punto: se vediamo che lanciano un argomento o una dichiarazione destinati a scatenare emozioni, ciò che seguirà sarà solo propaganda. È noto, infatti, che chi cerca di suscitarti emozioni forti spesso lo faccia per evitare che tu usi con efficienza il tuo cervello e raggiunga conclusioni “non desiderate”.
L’ articolo di Banchi sulle produzioni militari in Mugello non fa differenza. Infatti inizia con una dichiarazione forte: in fabbriche mugellane si starebbero “costruendo bombe per la guerra”. È una sciocchezza, se si intende proprio il prodotto finito: le normative che regolano certe produzioni (TULPS et al) rendono altamente improbabile che nelle attuali aree industriali si possano maneggiare secondo norma esplosivi ad altissimo potenziale come quelli militari.
Ma evidentemente serviva creare sensazione…. Il prosieguo dell’ articolo non è diverso. Dati contraffatti: il bilancio Italiano della Funzione Difesa (ossia del funzionamento delle Forze Armate vere e proprie) è di 23.8 miliardi di euro (una delle percentuali sul PIL più basse d’Occidente) non di 32.4 (bilancio totale che include voci non militari come i Carabinieri e le pensioni provvisorie) , ossia il ventisette per cento in meno di quanto dichiarato.
Realtà distorta: l’affermazione che la maggior parte delle alte tecnologie sia sviluppata per il mercato civile e poi adattata al militare. È l’esatto contrario. Praticamente ogni prodotto che usiamo ogni giorno, anche il semplice acciaio di coltello e forchetta (insieme a cibo in scatola, alluminio per elettrodomestici, ambulanze,infermieristica, per non parlare di internet ) è stato reso disponibile dalle ricerche per il campo di battaglia.
Se ne faccia una ragione , il buon Banchi: senza le “cattive” produzioni belliche, oggi useremmo ancora strumenti in selce… al più in bronzo
Infine le vere e proprie fake news: l’ Italia che starebbe violando la legge 185/90 , che l’ autore evidentemente non ha mai letto (suggerisco lettura Art 1, Comma 6, paragrafo A) fornendo armi ad Ucraina ed Israele. Nel caso delle presunte forniture ad Israele, si tratta di una menzogna vera e propria: l’ Italia ha sospeso ogni fornitura di materiale bellico ad Israele sin dal 7 ottobre 2023, sono in essere solo esecuzioni di contratti precedenti riguardanti i pezzi di ricambio per aerei da addestramento, per un valore infinistesimale di 5.2 milioni (milioni, non miliardi) di euro nel 2024, in cui sono incluse anche spolette e attivatori per bombe che erano stati prodotti in Israele, esportati in Italia e restituiti al mittente per essere distrutti in quanto a fine vita utile, (e di non più sicuro uso).
Chi avrà avuto la pazienza di leggere fin qua, avrà capito che quell’ articolo era pieno di propaganda (e sono gentile), peraltro facilmente smentibile con poche googlate. Si fosse limitato a produrre il consueto armamentario propagandistico della sinistra, sarebbe un articolo da liquidare con un sorriso.
Purtroppo, come costume di certa sinistra dal 7 ottobre ad oggi, contiene anche un’accusa di sterminio fatta verso Israele, un’ accusa vergognosa e inaccettabile, in quanto fatta ad una nazione abitata da un popolo che ha subìto il più grande tentativo di sterminio degli ultimi 2 secoli.
Un’ accusa per un presunto reato che la realtà dei aftti dimostra non esserci mai stato. Un’ accusa moralmente disdicevole.
Basta leggersi la definizione di sterminio (e magari anche quella di genocidio) su un dizionario per capirlo con assoluta certezza. A tal riguardo ritengo di dover spiegare al signor Banchi (e a chi la pensa come lui) che le armi che gli stanno tanto antipatiche da sole non hanno mai ucciso nessuno.
Ad uccidere è la mente umana che si serve dell’arma come strumento (e se non ne trova di sofisticate, gli basta usare le mani per stringerle al collo della vittima).
È quella che dobbiamo disarmare, ma con quelle accuse ributtanti la sinistra fa l’esatto contrario: è nelle cronache la ripresa di aggressioni ad ebrei, di richieste di ghettizzazione e di esclusione da spazi sociali, minacce ad esponenti definiti come “sionisti” , insomma di tutte quelle pratiche odiose che si vedevano durante gli anni 30 e 40 del novecento nei paesi che (come il nostro) adottarono le Leggi Razziali.
Ormai è usuale trovare persone di chiare appartenenze politiche (ma non solo di sinistra, purtroppo) riversare odio contro gli ebrei nel reale e sui social, auspicare la distruzione di Israele, addirittura gioire per alcuni attacchi missilistici iraniani sui civili israeliani.
Quelle persone sono armate anche da chi usa certi termini senza riflettere sulle conseguenze del portare avanti quella schifosa retorica. Forse, prima di pensare a “disarmare” le fabbriche mugellane (che, grazie alle politiche ambientaliste, hanno meno occasioni produttive e reddito che in passato), sarebbe meglio disarmare la retorica irresponsabile di chi non soppesa con la dovuta cura i termini che verga in un articolo o in dichiarazioni varie nel reale. Se si vuole fare il pacifista, che si sia realmente amanti della vera pace già dai propri discorsi.
Rubrica Dai Lettori – Davide Galeotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Giugno 2026




