
SCARPERIA E SAN PIERO – Riceviamo e pubblichiamo una nota del partito della Rifondazione Comunista in merito ai licenziamenti avvenuti alla ditta di scaffalature ed archivi Rosss.
Il partito della Rifondazione Comunista zona Mugello esprime la propria solidarietà ai 6 lavoratori ROSSS licenziati. Riteniamo gravissimo che un’azienda con gli ordinativi in crescita, che chiede ai dipendenti ore di straordinario, cerchi di cogliere la prima occasione per disfarsi di 6 lavoratori, senza considerare le conseguenze del proprio gesto. La vicenda sarebbe ancora più grave poi, se come riportato dalla FIOM CGIL, non si fosse fatto tutto il necessario per garantire l’attivazione degli ammortizzatori sociali per coloro che sarebbero colpiti da questo provvedimento. Il nostro gruppo consiliare nel comune di Scarperia – San Piero ha già chiesto con forza nel Consiglio di ieri al Sindaco Ignesti di spendersi per risolvere questa situazione e farà altrettanto quello in Unione dei Comuni verso la Giunta, nella prossima Assemblea dell’Unione Mugello. Il PRC invita i lavoratori alla massima unità nelle rivendicazioni nei confronti dell’azienda, con la speranza che si raggiunga un accordo che scongiuri l’ennesima ristrutturazione aziendale sulla pelle degli operai. In caso contrario garantisce tutto l’appoggio necessario per la lotta che faccia prevalere le ragioni dei più deboli all’arroganza dei più forti
Anche Daniele Calosi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
“Apprendo da dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa che l’Amministratore Delegato della Rosss, azienda metalmeccanica di Scarperia e San Piero, è pronto ad un confronto con la Fiom sui sei licenziamenti. Lo informo che il confronto pubblico vi sarà ma nel luogo deputato a stabilire chi ha ragione, che non è la piazza o una conferenza stampa ma il Tribunale perché quei licenziamenti li abbiamo impugnati.
Sempre che l’Amministratore non ci ripensi e con un gesto “misericordioso” rimetta a lavorare queste persone che chiedono soltanto di poter continuare a svolgere la loro attività.
Molte oggi sono le imprese che pur attraversando fasi di difficoltà scelgono di gestire tali problematiche in maniera etica, salvaguardando le professionalità e insieme riducendo l’impatto del disagio sociale che i licenziamenti provocano; ricorrono all’utilizzo degli ammortizzatori sociali finché disponibili e si adoperano per la ricollocazione dei lavoratori in altre attività industriali: è tempo che anche Rosss si evolva in questo senso, come del resto prevedeva l’accordo firmato.
Si chiama responsabilità sociale d’impresa ed è richiamata in Costituzione.
Aspettiamo dunque la decisione del Giudice, fiduciosi di aver intrapreso la strada giusta per tutelare la dignità delle persone coinvolte.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 ottobre 2016




