BORGO SAN LORENZO – “L’orto del vicino”… è sempre più verde. E ormai da oltre tre anni in Mugello opera, alle porte del capoluogo di Borgo San Lorenzo, sulla sinistra dopo i ponti della ferrovia dirigendosi verso Luco di Mugello, un’azienda agricola, piccola e speciale, basata sulla vendita diretta. L’hanno creata Leonardo Gabellini e Anna Pirani, giovani e appassionati agricoltori.

“Fin da piccolo – racconta Leonardo- ho sempre voluto fare il contadino. Con Anna ci siamo conosciuti ad agraria. Non avevamo trovato le giuste opportunità di lavoro, e allora abbiamo deciso di cercare un appezzamento di terra. Non è stato facile: mi sono laureato nel giugno 2012, e sono riuscito a trovarla solo nel novembre 2013. Di terreni incolti ce ne sono, ma quando dici che vuoi coltivare ti chiedono subito cifre troppo alte”.
Ed ecco l’appezzamento alle Pergole, appena fuori da Borgo: “Lo cercavamo vicino a un centro abitato, perché volevamo fare vendita diretta. E qui andava benissimo”. Leonardo si ricorda ancora la data: “Abbiamo iniziato la vendita diretta il 4 maggio 2014”. Prima un duro lavoro di dissodamento e sistemazione: “Era un terreno abbandonato da un decennio, solo un grande ammasso di rovi. Abbiamo iniziato piano piano, prima tutto a mano, poi via via ci siamo dotati di attrezzature. Anche qui ci dicevano che non sarebbe nato niente. Ci stiamo provando, va trovata la misura giusta, va riaddomesticata una terra per tanto tempo lasciata incolta. Ma noi siamo parecchio motivati. E i risultati già si vedono”. Anna non è mugellana, ma si sente che è già innamorata di questa terra e di questo lavoro: “Vengo da Scandicci, al massimo avevo piante sul terrazzo. Invece poter seguire il percorso completo, dal seme al frutto è una cosa spettacolare. Ed è anche bello vedere la gente contenta che ti dice che piselli così buoni non li aveva mai mangiati. Rapporto con la natura, rapporto con le persone, cosa voler di più? Il nostro è un lavoro duro, ma stimolante e gratificante”.
Leonardo e Anna hanno scelto di non fare i mercati. “Abbiamo preferito fare vendita direttamente in azienda. All’inizio non lo pensavamo, però poi abbiamo visto che la gente veniva e veniva volentieri: il piacere di stare qui, di mettersi a sedere, aspettando che si sia conclusa la raccolta giornaliera. Come riprendessero un ritmo naturale, e questo ci fa parecchio contenti. Qui anche d’estate è fresco, i bambini si divertono a guardare gli animali. Una volta è venuta una famiglia di Francoforte, e il bambino non aveva mai visto un pomodoro sulla pianta. Poter osservare direttamente cosa produciamo per la gente è importante. E anche piacevole. Ci chiedono le ricette. E tornano volentieri. Tanti -sorride Gabellini- scoprono che le patate crescono sotto terra, c’è chi vorrebbe una palla di cavolo nero, o i piselli tutti uguali, e magari gli spinaci cotti. Ma è bello così, e tante persone vengono abitualmente tutto l’anno. Certo, rispetto alla grande distribuzione, abbiamo poca varietà. Qui, ovviamente, solo verdura di stagione. Non abbiamo inventato nulla. Tanti anni fa, nei pressi del ponte di Sieve si andava dal Lapucci a prendere l’insalata. Anche dietro al Cassigoli c’era una grande vasca dove si metteva l’insalata a bagno”. Ecco allora che all’Orto del Vicino ora è il tempo dei cavoli, oltre ai fagioli di ogni tipo e ceci -“I legumi sono molto ricercati -dice Leonardo- e ci piacerebbe coltivare anche la lenticchia”. E un’ottima riuscita hanno avuto cocomeri e meloni, “buonissimi e anche grandi, visto che sono venuti su anche cocomeri da 8 kg”.
Nei terreni dell’Orto del Vicino c’è anche un piccolo tesoro: i due giovani agricoltori mugellani hanno messo a dimora 70 piante di varietà antiche -e alcune ce l’hanno trovate, semi-soffocate dai rovi-, frutti riselezionati nei vivai, dai nomi incredibili e disusati.
Ma i due non si fermano: hanno preso in affitto una marroneta abbandonata, per produrre il marrone del Mugello, e la farina di marroni fatta con metodo tradizionale, nei seccatoi, trattata a fuoco lento di legno di castagno per asciugarli lentamente, in 40 giorni: Gabellini ha trovato il mulino ad acqua che cercava, con macina in pietra, a Coniale, nel Firenzuolino. E il risultato è notevole, con una farina profumatissima. Anche se fare questa produzione non è stato semplice: “È un ambiente particolare -nota il giovane agricoltore-, c’è molta competizione, e anche qualche furfante”.
E per il futuro prossimo? “Ci piacerebbe trovare altra terra -rispondono-, per mettere più legumi e le patate: seguiamo i criteri dell’agricoltura biologica, anche se vogliamo cominciare a sperimentare l’agricoltura bio-dinamica, che ha criteri particolari e ancor meno impattanti. Il nostro sogno? Oltre a fare i legumi, vorremmo produrre un buon vino”.
E non c’è solo l’orto ma anche il “pollaio del vicino”, che Anna e Leonardo hanno chiamato con accento livornese “Quartiere Cocco…deh”. È un allevamento speciale: una quarantina di polli, con tanto spazio a disposizione -“25 mq a testa”, dice orgoglioso Leonardo-. Che però è alle prese con i nocivi: le volpi gli portano via le galline, e poi c’è da combattere con i caprioli e con l’istrice e con il tasso. Ma lui non fa drammi: “Fa parte della natura anche questo”.
E sono contenti. Perché, dicono, “fare il lavoro che abbiamo sempre sognato, e constatare che la gente lo apprezza, è davvero una bella cosa”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 ottobre 2016






