
BARBERINO DI MUGELLO – Finalmente la corsa di Michele “Miccia” Gump avrà inizio. Il prossimo fine settimana, infatti, il Forrest Gump barberinese partirà da casa direzione Predoi, la punta più alta d’Italia per poi attraversare tutto il Bel Paese fino ad arrivare fino alla punta più estrema della Sicilia. Cinquantadue tappe e 1558 chilometri correndo per tutto lo stivale (articolo qui).
Hai avuto diversi intoppi, tra la pandemia che ha bloccato tutto e qualche altro piccolo intoppo. È stato un problema rimandare? Chi mi conosce sa che io vedo sempre e soltanto il lato positivo delle cose. A causa del Covid ho dovuto rimandare la partenza e questo mi ha portato a provare dei plantari per correre che mi hanno causato un cambiamento dell’appoggio del piede e, di conseguenza, l’infiammazione del nervo sciatico. Questo mi ha impedito di allenarmi per un po’. Alla fine, grazie anche alla fisioterapia, e togliendo i plantari sono tornato in forma ma, se fossi partito nei tempi previsti avrei rischiato di farmi male e di dovermi fermare. Quindi, sono contento!
Hai già organizzato tutto? Diciamo di sì. Con il mio allenatore abbiamo stabilito che per stare bene devo correre un massimo di sei ore il giorno e 12 di recupero. Ho già inserito tutte le tappe di arrivo nel navigatore ma, sempre causa Covid, alcune delle strutture che avevo prenotato non hanno riaperto quindi sarò costretto a fare delle deviazioni, niente di grave. Dovrò controllarmi e non sprecare energie, non è una gara ed una volta arrivato non ho programmi quindi posso prendermi i miei tempi. 
Ecco, una volta arrivato in una tappa, cosa farai? Per prima cosa, probabilmente la doccia! Poi non lo so sinceramente spero di incontrare persone nuove, conoscere sportivi come me e, chissà magari qualcuno deciderà di accompagnarmi per un po’ e mi porterò dietro tante persone, come nel film Forrest Gump!
Sei agitato? No, sono tranquillissimo! Anzi, vorrei essere già lì. Io sono pronto per partire e non sopporto più tutta questa attesa. Ora che ho risolto tutti i problemi sono ansioso sì, ma di partire.
Qual è la tua più grande preoccupazione? Nessuna! È un anno che mi alleno, in ogni condizione. E poi, sinceramente, quando una cosa la vuoi fare niente ti ferma e niente ti spaventa.
Prima di partire vorrei ringraziare le persone che sono state fondamentali per questa sfida: il mio allenatore Alessio Iozzelli, che mi ha seguito fino ad oggi sopportandomi e supportandomi, il mio osteopata Daniele Toschi e la mia fisioterapista Luciana Monti. Ripeto: senza di loro non sarei riuscito a partire per quest’avventura.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Giugno 2021
