MUGELLO – Il comune di Marradi ha allestito nel Teatro degli Animosi una mostra in occasione del centenario della nascita di Mina Maestrini, che fu per 27 anni costumista la Piccolo Teatro di Milano, collaborando con Strehler. Ecco un articolo che la ricorda, firmato da Sofia Lollini
“Mia madre ha sempre dimostrato amore con gli abiti, anche se era impegnata trovava sempre il tempo di creare un vestito per me”: è così che Perla Dalla Tana racconta sua madre, Giacomina Maestrini, da tutti era conosciuta come Mina. Mina, nata nel 1924, ha origini marradesi, la sua famiglia si trasferì a Milano ed è qui che iniziò a lavorare come sarta già all’età di 15 anni. Nel suo lavoro si è sempre dimostrata piena di talento, prima di occuparsi di teatro cuciva abiti da sposa per un atelier a Monte Napoleone, un mestiere che richiedeva grande attenzione ai dettagli, capacità che le sarà sempre utile anche quando inizierà a lavorare al Piccolo Teatro, dove rimarrà per ben 27 anni.
A metà degli anni Cinquanta si ritrovò senza impiego e così decise di provare a fare domanda al Piccolo Teatro, un lavoro estremamente diverso da ciò a cui era abituata, dalla cura con cui venivano trattati gli abiti da sposa Mina si ritrova a dover, ad esempio, rovinare i costumi con gesso e carbone, ma l’attenzione al dettaglio che aveva sviluppato nei suoi precedenti impieghi sarà proprio ciò che la farà assumere. Mina, infatti, convinse definitivamente Zanini, l’allora direttrice del teatro, con un abito creato per Le donne gelose di Goldoni, un costume settecentesco. A Mina non bastava tentare di avvicinarsi allo stile dell’epoca, voleva imitarlo alla perfezione. Andò quindi al Castello Sforzesco e con la determinazione che l’ha contraddistinta per tutta la vita riuscì a convincere un guardiano a portarla nella sala dove venivano conservati gli abiti antichi per studiare un capo originale dell’epoca. Questa ossessione per far apparire i suoi abiti autentici in ogni dettaglio era la stessa che caratterizzava la regia di Giorgio Strehler con cui Mina ha collaborato per anni.
Al Piccolo la sarta svilupperà la sua passione per il teatro, scoperta proprio lavorando in quel mondo. Mina, infatti, ha sempre seguito le prove degli spettacoli a cui stava lavorando anche dopo le lunghe giornate di lavoro. infatti, come racconta la figlia Perla, Mina è sempre stata una donna indipendente, che non si è mia fatta scoraggiare dalle vicissitudini della vita, anche quando suo marito se ne andò. Così Mina per mantenere la sua famiglia iniziò a fare tre lavori contemporaneamente, per il Piccolo Teatro non solo creava abiti ma li portava a casa e svolgeva il servizio di lavanderia, arrivando anche a lavorare per 36 ore consecutive. Inoltre passò dal lavorare solo in sartoria a stare anche dietro le quinte e a seguire le tournée del teatro.
Durante la sua lunga carriera la costumista ha avuto occasione di creare abiti per diversi personaggi di spicco, Perla ne cita molti, da Massimo Ranieri a Mina, e in particolare ripensa a Valentina Cortese, che fu anche sua madrina, Mina, infatti, era la sua sarta personale e tra le due, come ricorda teneramente Perla, nacque una lunga amicizia. Mia madrina
Quando chiuse la sua carriera al Piccolo Teatro Mina tornò a Marradi dove continuò sempre a lavorare come sarta. Al teatro di Marradi Mina non portò solo alcuni dei suoi abiti ma tutte le sue conoscenze affinate negli anni, stimolando chi aveva intorno a creare e a farlo con metodo insegnando a chi voleva dedicarsi al teatro, anche se in produzioni amatoriali, a farlo con dedizione e cura. Mina si è sempre mostrata disponibile in ogni occasione, e se il teatro di Marradi è riuscito negli anni a creare una compagnia, attiva tutt’oggi, lo si deve anche a lei che ha acceso una miccia di creatività nel paese, perché Mina ha sempre trasmesso l’amore che provava per il teatro a chi la circondava, partendo da sua figlia, che ha portato con sé e fatto recitare fin da piccola.
In un’intervista pubblicata su Gran Milan nel 1988 Mina raccontava: “Se è vero che a volte mi sono mancati riconoscimenti e che in teatro non è che dessero delle grandi soddisfazioni, io sono stata felice di questa vita perché è nella mia natura provare piacere nel creare. Ancora oggi il mio più grande divertimento è stare seduta a pensare a qualcosa da costruire, a un nuovo costume”. La sua passione l’ha accompagnata fino alla fine, Perla ci racconta addirittura che il suo ultimo desiderio è stato essere cremata con un costume da zingara che lei stessa aveva creato, che non solo rappresentava la sua carriera e la sua passione ma anche la sua personalità.
Sofia Lollini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – novembre 2024






