La prima settimana di Settembre non può non ricordarci colori, lanterne accese, lampadine e bastoncini che fluttuano in una specie di magia pre-natalizia. Parliamo di Rificolona, e precisamente di Rificolone storiche. Chi meglio del caporedattore de Il Galletto, Serena Pinzani, che ha pubblicato un libro a riguardo proprio qualche anno fa (i libri di Serena Pinzani qui), può spiegarcela più da vicino…
Salve Serena,intanto la ringrazio per avermi concesso questa breve intervista. Parliamo del suo libro, dato che siamo entrati nel mese di Settembre e vicinissimi a questa bellissima festa tradizionale: da dove nacque l’urgenza di raccontare La Rificolona? Il libro risale al 2005 e l’idea nacque proprio per festeggiare i primi 40 anni della Rificolona di Dicomano. Una festa bellissima, molto particolare ed originale che però in pochi conoscevano.
Quindi stiamo parlando di un’usanza davvero storica. Che ha tracce nell’antica tradizione toscana ma specialmente nel piccolo borgo dicomanese. Che notizie ha ritrovato per il lavoro sul suo libro “Ona ,Ona…La nostra Rificolona”? La Rificolona dicomanese nasce nel 1965 e grazie ad un lungo lavoro di ricerca storica e fotografica sono riuscita a risalire alla prima sfilata. L’allora parroco di Dicomano, Don Lino Checchi, arrivato da poco dall’Impruneta ebbe questa magnifica idea: festeggiare la nascita della Madonna, l’8 Settembre, con un bella festa di luce e di colori la vigilia, la sera prima. Oggi al sig
nificato originale della festa si è affiancato quello più folcloristico e goliardico che vede i rioni del paese sfidarsi per conquistare l’ambito palio. Nei primi anni, invece, la sfida era tra gruppi maschili e femminili. Le prime due rificolone furono un cocomero e la riproduzione della Pieve di Santa Maria a Dicomano.
È sicuramente una tradizione bella e affascinante. Quali sono i primi ricordi che ha a riguardo della sua infanzia,se possiamo… I miei primi ricordi sono di bambina: ero ancora piccola ma volevo contribuire alla realizzazione del carro del mio rione, la Stazione! Mi ricordo che all’epoca la carta crespa, che si usa per rivestire le figure di lega di ferro, veniva cucita e non incollata, come accade ora. Io ero addetta ad infilare ago e filo per le ragazze più grandi e per le signore che rivestivano il carro. E poi ho dei bellissimi ricordi delle sfilate, dei cori, del nostro fare gruppo e squadra.
In ogni paesino della zona si sfila con le tipiche lanterne, come a Firenze se ne trovano in vendita ancora oggi. Ma a Dicomano specialmente vengono realizzati dei veri e propri carri animati, simili a quelli carnevaleschi,ma con un’arte e capacità di una volta che si sono tramandate nei vari rioni… Crede che si riusciranno a tutelare nel tempo? Lo spero
vivamente. Quella della Rificolona di Dicomano è un’arte vera e propria: i carri e molte delle rificolone portate in cima alla canna dai bambini sono realizzati con legno, fil di lega modellato, carta crespa. Il tutto poi illuminato con lampadine alimentate con batterie da auto. Riuscire a creare figure umane, animali, strutture solo modellando fil di lega è davvero un’arte, così come abbinare i colori giusti della carta.
La Rificolona di Dicomano è un tripudio di luce, colori, forme e fantasia!!!
Come crede di impegnarsi in prima persona come giornalista ma come madre, come cittadina dicomanese soprattutto?
Credo molto nel valore della tradizione e nella riscoperta delle nostre radici storiche e culturali. Nel mio piccolo ho partecipato sempre alla realizzazione dei carri e ho cercato di coinvolgere i miei figli. Questo vuol dire fare le nottate dietro al carro quando poi il giorno dopo la sveglia suona lo stesso, vuol dire mangiare una pizza sul marciapiede mentre si sparano “bischerate” e poi ricominciare a lavorare al carro perché il tempo stringe… E’ il bello di questa festa: la preparazione dei carri, lo “spionaggio”, le polemiche sul verdetto della giuria prima, durante e dopo…
Anche quest’anno la Rificolona é alle porte,auguriamo alla festa e al paese un bel riscontro di pubblico.
Lei già col suo libro ha dedicato ampio spazio all’argomento e soprattutto riportato attenzione alle tradizioni, ad antichi valori tramandati nel tempo… un esempio per non dimenticare nè sottovalutare le nostre radici.
Una spinta a riscoprire il nostro passato contadino rivalutando arti e mestieri . Quale altro messaggio vogliamo dare ai nostri e giustamente anche ai suoi lettori ? Un messaggio ai dicomanesi vecchi e nuovi, più che altro un invito per tutti: ad affacciarsi nei propri rioni dove si sta lavorando ai carri per rendersi conto di come nasce un carro della Rificolona, del clima che si respira. Un invito a respirarlo e lasciarsi coinvolgere. Ed un messaggio ai miei lettori mugellani: venite a Dicomano il 7 settembre, ne vale veramente la pena. Insieme festeggeremo 50 anni di Rificolona.
Allora non possiamo che invitare i nostri e vostri lettori a partecipare ad una festa così importante,bella e particolare soprattutto in un anniversario così speciale come il 50°anno di tradizione. Preparate la vostra lanterna più bella e venite ad ammirare i tipici “carri” dicomanesi!
La sera del 7 settembre,ore 21:00 partenza dai vari rioni del paese, sfilata allegorica e gran finale con premiazione in piazza Della Repubblica.
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(Foto: Marco Zambelli, sito web http://www.zamba.it)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 settembre 2015




