
BORGO SAN LORENZO – Talvolta le idee semplici potrebbero essere le più efficaci. Come quella avuta da un anziano imprenditore borghigiano che ha chiesto la collaborazione del “Filo” per farla conoscere e per diffonderla. Un’idea per aumentare l’occupazione nel nostro Paese.
“Per adesso – ci dice – non mettete il mio nome, perché voglio che l’idea sia esaminata non in base a chi l’ha proposta, ma per il suo valore in sé. Un’idea che parte dalla constatazione di quanto oggi sia difficile trovare lavoro, e ugualmente difficile sia trasmettere i saperi e l’esperienza lavorativa”.
Ecco dunque la proposta. “Ci sono tanti lavoratori esperti che vanno in pensione. Diamo la possibilità a chi lo desidera e ha voglia di insegnare di rimanere ancora attivo per 3-5 anni, affiancato da un giovane apprendista, che riceverà così formazione e possibilità di subentrargli.” La proposta è concreta anche per l’aspetto economico: “Un operaio al termine della carriera costa 1500 euro al mese più i contributi. Ebbene, al pensionato potrebbe essere corrisposto, in quel periodo, 500 euro mensili oltre all’intera pensione, mentre l’apprendista potrebbe ricevere 1000 euro al mese, oltre ai contributi. Per l’impresa non ci saranno costi aggiuntivi, ma anzi un risparmio: darà 500 euro al pensionato-lavoratore, 1000 all’apprendista, ma con contributi meno gravosi”.
“So bene – aggiunge l’imprenditore – che oggi tutto questo non è consentito dalle attuali regole. Che vanno cambiate”.
I vantaggi sarebbero tangibili, per tutti: “Il lavoratore anziano avrà una maggiore disponibilità economica; il giovane ottiene un lavoro, una formazione, e la possibilità di un posto stabile in futuro. E l’impresa avrà in pratica due dipendenti al costo di uno. Con la possibilità di valutare il giovane, e di formarlo adeguatamente. Senza contare che aumentare l’occupazione favorirà i consumi, stimolando nuovamente la domanda interna e la produzione”.
E’ un’idea semplice, probabilmente efficace. Che rischia però di schiantarsi contro la giungla di regole, cavilli, intrecci legislativi. Ma proprio per questo vale la pena lanciarla. Perché se la politica non torna a misurarsi con la concretezza, se non riesce a ritrovare la strada della semplificazione e finanche della semplicità, è destinata essa stessa a schiantarsi. Con brutte prospettive per tutti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 maggio 2017




