MARRADI- Più volte, domenica scorsa, il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, ha parlato di un sogno che si stava realizzando. E in effetti quella giornata per Marradi è stata straordinaria, ed è giusto farne ancora memoria.
Per il livello degli ospiti anzitutto. Avere a Marradi uno dei più grandi direttori di orchestra al mondo per inaugurare il rinnovato teatro degli Animosi non capita tutti i giorni.
E non è stata certo una presenza di facciata, come talvolta capita nelle inaugurazioni. Riccardo Muti ha regalato a Marradi e al suo teatro un evento unico. Con pagine di Bach e di Mozart, ma anche lo stesso inno nazionale, eseguiti dai giovani dell’orchestra Cherubini da lui diretti, veramente emozionanti.
E il Maestro ha dato un contributo non solo con l’emozione della musica, ma anche con il pensiero. Ha elogiato Marradi (“Il teatro si apre e si apre per voi e per tutti i cittadini che verranno a godere della cultura di questo meraviglioso paese che io ho conosciuto poco tempo fa e del quale mi sono innamorato, non solo perché avete delle castagne fantastiche, ma per il luogo e la bellezza del posto e per la gentilezza dei cittadini”), ha elogiato la banda di Popolano che ha eseguito in occasione dell’inaugurazione e poi all’arrivo del Ministro Franceschini l’inno di Mameli, ( “Vorrei fare i complimenti – ha detto Muti – al maestro ed alla banda perché hanno fatto una bella prova. Le bande sono importanti perché la cultura musicale, prima ancora che ci fossero dischi, radio e televisione, veniva portata nel mondo con le bande, quindi sono un’istituzione culturale che vanno assolutamente protette. L’ho detto al Ministro Franceschini e lo ripeterò ancora. Ma non ci dev’essere un aiuto per pietas, per carità, ma il riconoscimento di un fatto culturale. Le bande sono fondamentali nel nostro paese, perché hanno una tradizione antichissima, e vanno protette, sorrette e potenziate”). Poi ha sottolineato l’importanza dei piccoli teatri: “Abbiamo tante strutture chiuse da anni, luoghi che ci sono lasciati in eredità e che non siamo in grado di valorizzare. La riapertura di questo teatro deve essere intesa come la riapertura del centro, del cuore della città da cui si sprigiona la cultura. Ogni centro, anche se sembra piccolo, pulsa e pulsa di cultura”. E ha invitato a riaprire i piccoli teatri: “Se vogliamo veramente ripartire con la cultura è il momento di riaprirli, e soprattutto di affidarli ai giovani. Dobbiamo dare ai giovani la possibilità di esprimersi.” Con una raccomandazione: “Mi raccomando che sia un centro di cultura e che non diventi il centro per il passaggio di cose fatue. Oggi, attraverso tutte le cose che vediamo in tv va di moda la tendenza a seguire quelli che si chiamano influencer, che influenzano tutto dai vestiti al profumo. Io tornerò e spero di riportarvi ancora i miei giovani musicisti ce sono l’espressione, come voi, dell’Italia buona e vera e non di quella fasulla”.
E Muti ha promesso al sindaco che tornerà a Marradi, per un altro concerto, dedicato ai Marradesi, quando non ci saranno più le restrizioni sanitarie e le limitazioni dei posti in teatro. Così al termine del concerto Triberti ha donato al Maestro le chiavi del teatro degli Animosi: “Così non deve nemmeno chiamare, può entrare quando vuole”
La giornata, che il sindaco di Marradi ha definito “incredibile”, ha visto prima il taglio del nastro agli Animosi, con Muti e la giunta marradese. Poi ci si è spostati alla stazione dove si è atteso il Treno di Dante proveniente da Firenze e diretto a Ravenna.
Accolti da Triberti, dal sindaco di Ravenna Michele De Pascale e da Federico Ignesti assessore al Turismo dell’unione dei Comuni del Mugello, sono scesi il Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. “È una giornata in cui stanno insieme molte cose belle – ha detto il Ministro Franceschini a fine concerto -: siamo arrivati con il treno di Dante, ci siamo fermati a Marradi per un concerto straordinario. In tutto questo c’è un messaggio: siamo in un mondo in cui si seguono troppo i numeri e la notizia, ma c’è un Italia fatta di giovani come quelli dell’orchestra e di piccoli borghi come Marradi, che resistono e sono i veri centri di eccellenze. Posti dove si può fare grande cultura. Abbiamo attraversato un momento difficile per tutti ma è stato un vero deserto per la Cultura, ed oggi è la giornata della ripartenza della cultura. E lo fa da Marradi.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Giugno 2021



