BORGO SAN LORENZO – È una nuova puntata delle difficoltà del Partito Democratico di Borgo San Lorenzo, che dopo aver perso le elezioni è ancora alle prese con fortissimi contrasti interni.
Ed ora il Pd metropolitano ha imposto una nuova guida al partito borghigiano, non un triumvirato alla maniera dell’antica Roma, ma un gruppo di sei persone, un “esavirato”, formato in modo paritetico tra le due componenti, da mesi e anni in aperta ostilità.
Da una parte, a rappresentare la parte più “riformista”, e che ha riferimento nel gruppo consiliare, ci sono Sandra Maggi, Stefania Ciardi e Roberto Cassigoli; mentre gli altri tre, che fanno riferimento all’ala di sinistra – quella che di fatto si è schierata contro Cristina Becchi, candidata del Pd alle ultime elezioni borghigiane – sono Luigi Andreini, Antonio Margheri e Stefano Cassigoli.
Rimane comunque, nel Pd di Borgo San Lorenzo, una situazione assai complicata, e difficilmente componibile. E si intravedono già molti elementi di frizione e di scontro. A cominciare da un assetto, deciso dal Metropolitano, un po’ strano. Essendo in numero pari, tre a tre, come decideranno in caso di pareri contrapposti? Tireranno a sorte? Faranno decidere al livello metropolitano? Convocheranno l’assemblea, organismo che è rimasto, e nel quale la parte riformista è maggioranza?
Pareri contrapposti è assai facile che vi saranno. A cominciare dall’atteggiamento da tenere nei confronti dell’attuale giunta, che vede il Pd all’opposizione. Saranno disponibili Andreini e compagni a prendere posizioni dure di contrasto alla giunta che essi stessi, con il loro appoggio esplicito hanno contribuito a far eleggere?
Senza dubbio l’ala sinistra può contare sul sostegno del metropolitano, guidato dalla schleiniana, ed ex-sindaco di Pontassieve Marini. Che prima delle elezioni, obtorto collo, non fu in grado di imporre le primarie contro la Becchi, come la sinistra pretendeva (anche perché lei stessa non ha voluto concederle a Pontassieve), ma che sta lavorando per favorire quella parte. Basti dire che non ha accolto la richiesta di espellere dal partito figure come lo stesso Andreini, che esplicitamente avevano sostenuto il candidato alternativo a quello del Pd, e anche adesso, questo nuovo organo paritetico, senza chiamare gli iscritti a votare, è un favore all’ala sinistra. L’obiettivo di medio periodo è quello di riportare nel partito anche coloro che oggi se ne sono andati e sono seduti nella giunta Romagnoli, di riprendere poi in mano il partito, con l’idea di lanciare tra cinque anni la candidatura a sindaco di Silvia Notaro.
Tutto questo con il corollario di mettere ai margini e silenziare il gruppo consiliare attuale, che vede capogruppo la Becchi, e i cui quattro componenti sono tutti dell’ala riformista. E in tutto questo complicato intreccio potrebbe aggiungersi qualche ipotesi di candidatura per il consiglio regionale. Staremo a vedere.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 novembre 2024




3 commenti
i famosi cacicchi …
CHe a Borgo si fosse arrivati al caos era ed è una cosa chiara e assodata
quello che non si capisce è perché i Borghigiani non si rendono conto di cos’é il P.C. e seguitino a Votarlo .
Ma perché invece di pensare ai contrasti si riuniscono e fanno volontariato per riaprire il circolo arci???
Sarebbe un’opportunità per trovare accordi positivi tra loro e per chi da anni era abituato a frequentare il circolo è un modo per recuperare i soci.