
BARBERINO DI MUGELLO – Si continua a parlare di scudo verde, e delle ricadute che l’introduzione di questo sistema di controllo degli accessi alla città di Firenze potrà avere sui cittadini mugellani. Come già il sindaco di Vaglia Silvia Catani (articolo qui) anche il primo cittadino di Barberino di Mugello Sara Di Maio interviene per chiarire la portata della questione, sgombrando il campo da fraintendimenti in merito ad eventuali pedaggi. “Quando oggi si parla di scudo verde – afferma – bisogna anche iniziare a dire di cosa stiamo effettivamente parlando, con l’onestà che dobbiamo ai nostri cittadini. Non si tratta della stessa misura di cui si parlava fino ad un anno fa, infatti. L’obiettivo, come spiegato più volte, rimane quello di attuare una strategia unitaria che mira a migliorare la qualità dell’aria che si respira, a ridurre l’inquinamento acustico e a controllare i flussi di ingresso alla città dei bus turistici. Non sono previsti – afferma – ticket in ingresso a Firenze. I divieti sono per mezzi che già oggi non potrebbero circolare in città. Fin dall’inizio della legislatura è stato avviato un percorso di condivisione con tutti i sindaci metropolitani che ha allargato il contesto dallo scudo verde al trasporto pubblico locale e alle criticità sull’accesso alla città. Un percorso di lavoro ed un approccio che segna un vero e proprio cambio di rotta nella politica territoriale. C’è molto da lavorare – conclude – penso ad esempio al trasporto su ferro per raggiungere la città Via Faentina o Via Pontassieve, come anche al trasporto su gomma non solo sul “lotto debole”. Ma questo lavoro lo faremo tutti insieme, non solo come Mugello, ma come Città Metropolitana”.
E aggiunge: “La Sindaca Funaro ha già promosso un primo incontro con la Regione che si è svolto nello scorso mese e la consigliera delegata al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile sta lavorando con tutti i territori all’aggiornamento di questo importante strumento”.
Sulla questione, nei giorni scorsi, era divampata la polemica a livello di Città Metropolitana, con le accuse del centrodestra (articolo qui) e la replica di Armentano e Innocenti del Partito Democratico (articolo qui). Alla quale il centrodestra ha a sua volta risposto, bollando lo scudo verde come una “tassa nascosta” e accusando proprio Sara di Maio di aver votato contro il suo stesso territorio, affermando: “Il Mugello è un’area da mesi in ginocchio per il caos dei trasporti. Ha avuto – affermano in riferimento a Di Maio – il coraggio di dire sì a un provvedimento che penalizza proprio la sua comunità. È un tradimento politico e morale”. Nota nella quale il centrodestra accusa Di Maio, e David Baroncelli, sindaco di Tavarnelle Val di Pesa, di essersi “inchinati al centralismo fiorentino pur di non disturbare la narrazione imposta dal PD. Una resa indegna.”
Ma adesso anche Baroncelli argomenta la propria posizione, e rispedisce al mittente le accuse: “Abbiamo segnato – afferma – un cambio di passo significativo rispetto al dialogo tra Firenze e Città metropolitana e Comuni introducendo un percorso che mira a condividere i passaggi, probabilmente i consiglieri del Centrodestra erano assenti oppure trovando ben pochi argomenti per fare opposizione sono montati su argomenti farciti di disinformazione e propaganda”.
Afferma ancora Baroncelli: “Noi lavoriamo perché crediamo che il cambiamento si costruisca con azioni articolate non con semplici slogan. Non comprendo come invece di proporre delle soluzioni articolate, i consiglieri di Centrodestra abbiano il solo interesse a denigrare i rappresentanti dei comuni del Chianti e del Mugello”. E conclude: “Basti ricordare che comunque lo scudo verde entra in funzione per i divieti già vigenti e che si monitorerà la sua evoluzione. Forse i consiglieri erano ben concentrati a provare a distrarci tutti”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Aprile 2025




