La villa di Montecuccoli a Barberino di Mugello, di proprietà della Regione Toscana e assegnata all’Unione montana dei Comuni del Mugello, non verrà utilizzata -quasi sicuramente- per l’ospitalità dei profughi.
Lo ha chiarito, durante l’incontro (articolo qui) tenutosi presso la Società della Salute Mugello con amministratori locali, Prefettura e associazioni che gestiscono i centri di accoglienza- il viceprefetto. “La struttura -ha detto con chiarezza- non è praticabile”.
Al di là dei costi necessari per rendere utilizzabile l’immobile -manca il riscaldamento, ci sono problemi di approvvigionamento idrico-, è l’ubicazione che lasciava perplessi. “Lo abbiamo sempre sostenuto -dice l’assessore barberinese ai servizi sociali Giuliano Biancalani-. Non è una struttura idonea, anzitutto per la lontananza dal paese, circa nove chilometri, ma di strada di montagna, stretta e tortuosa, fino a più di 800 metri sul livello del mare. Un problema del resto subito sollevato anche dalle associazioni locali alle quali avevamo chiesto collaborazione per la gestione. Con un problema di costi e ancor più con l’impossibilità di far socializzare gli ospiti con la comunità locale.”
Biancalani aggiunge: “Se al momento non abbiamo migranti sul nostro territorio, questo non significa che non siamo coinvolti nell’azione di accoglienza sul territorio dei minori, e ci stiamo facendo carico, insieme agli altri comuni del Mugello della questione dei minori”.
Perché tra i 241 profughi ora accolti in Mugello, i minori non accompagnati sono 9, e non potendo rimanere insieme agli adulti nei centri di accoglienza, i servizi sociali della Società della Salute e dei Comuni devono prenderli in carico. E i costi sono molto alti, qualcosa come 85 euro al giorno per ogni minore, che si deve affidare a strutture ubicate lontano dal Mugello -anche perché in zona c’è solo una piccola struttura per l’accoglienza dei minori-. Di questi 85 euro giornalieri a testa, la Prefettura ne rimborsa ai comuni una cinquantina, ma quello che resta deve essere prelevato dalle casse comunali.
Barberino comunque non chiude le porte agli immigrati: “Restiamo disponibili ad altre soluzioni -dice Biancalani-; se verranno individuate, la nostra collaborazione sarà piena”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 ottobre 2015

