L’assemblea dei soci ha scelto velocemente il successore di Alessandro Marchi alla guida della Pianvallico spa. Non più il presidente del consiglio d’amministrazione, che si è deciso di eliminare, ma una nuova figura di amministratore unico. E per il dopo-Marchi, si è scelto, a sorpresa, un ex-dipendente del Comune di Scarperia, lo scarperiese Marco Nardini, che era stato responsabile della Polizia Municipale e poi funzionario dell’ufficio Affari generali del Comune. Ora in pensione, Nardini ha dato la propria disponibilità. E’ stato scelto all’interno di una terna di possibili candidati -nella terna c’era anche il vicepresidente della Pianvallico, Andrea Sighieri-.
Sarà una reggenza probabilmente breve, ed è lo stesso Federico Ignesti presidente dell’Unione montana dei Comuni e sindaco di Scarperia e San Piero a confermarlo: “Lo avevamo detto -spiega – che avremmo individuato una figura tecnica per un periodo di transizione e in questo frattempo predisporre un bando per individuare un nuovo amministratore unico che abbia anche un piano di rilancio e di sviluppo per la società. E il passaggio da un consiglio d’amministrazione a un amministratore unico lo avevamo già deciso. La scadenza per l’incarico di Nardini è fissata all’approvazione del nuovo bilancio, ma potrebbe essere anche prima, quando il bando sarà pronto”.
Ignesti non vuol rispondere alle critiche di Marchi: “Indubbiamente Marchi ha operato in un momento molto difficile, e ha lavorato bene: ad esempio la scelta di dare in gestione esterna il bar della Pianvallico è stata un’operazione opportuna, ed è merito suo: prima la società aveva a carico i dipendenti per il bar, adesso riscuote un affitto dall’attività”.

Una risposta a Marchi il sindaco di Scarperia non rinuncia però a darla: “Non si è trattato di inedia da parte delle amministrazioni locali nella nomina del nuovo organismo direttivo. Formalmente, finché la società non è divenuta totalmente pubblica, un cda non poteva essere rieletto visto che occorreva l’80% delle quote, e il curatore fallimentare -relativo alla parte del privato- alle assemblee non veniva mai e l’80% non poteva essere raggiunto. Peraltro l’acquisizione da parte dei comuni della quota del privato ha salvaguardato il valore della società, che con le difficoltà de socio privato, si era deprezzata. Basti dire che non appena liquidato il privato le banche hanno riaperto la linea di credito”.
Ignesti chiarisce anche per quanto riguarda il milione di euro che l’Unione dei Comuni ha concesso in “prestito” alla Pianvallico per completare il PIP di Petrona: “Sono fondi della variante di valico, concessi da Società Autostrade. E la Pianvallico li restituirà al’Unione dei Comuni non entro cinque anni ma entro tre. E poi questi fondi non saranno più vincolati e l’Unione potrà investirli come meglio crede”.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 4 giugno 2015





