BORGO SAN LORENZO – Incaricato dal Comune di Borgo San Lorenzo, lo Studio Tecnico di Giuseppe Ronconi ha redatto una relazione circa lo stato di conservazione del cedro in piazza del Poggio a Borgo San Lorenzo. Che ha dato come valutazione quella abbatterlo e di sostituirlo. Ecco il testo completo:
Relazione circa lo stato di conservazione di una pianta di cedro deodara (Cedrus deodara (Roxb.) posta in piazza del Poggio – comune di Borgo San Lorenzo. Su incarico dell’amministrazione comunale di Borgo San Lorenzo, è stata redatta la presente relazione tecnica circa la valutazione dello stato di stabilità di una pianta di Cedrus deodara (cedro deodara) posta in piazza del Poggio, nel centro abitato di Borgo San Lorenzo.
Il cedro dell’Himalaya presenta un diametro prossimo al metro e un’altezza intorno ai 15-16 m. Si tratta di una specie che presenta caratteri di prima grandezza, sviluppati secondo le potenzialità della specie. Occupa e connota pressoché interamente la piazzetta del Poggio, in centro storico.
Messa a dimora circa 100 anni or sono al momento della sostituzione del preesistente vespasiano (comunicazione di Aldo Giovannini) è cresciuta prima dentro una semplice aiuola e poi inserita in un contesto formale all’interno del monumento ai caduti di tutte le guerre (anni ‘85/’90). Intorno agli anni ‘60 perse il cimale in seguito ad un fulmine ma è stata in grado di reagire positivamente all’evento ricostruendo una chioma meno slanciata ma comunque di bella forma.
Ha assunto nei decenni dimensioni notevoli fino a raggiungere a maturità un aspetto formale di indubbio pregio.
Il giorno 20 agosto 2025, in seguito a forti folate di vento durante un intenso temporale, la pianta ha subito un importante stroncamento di una delle grosse branche basali della chioma. Il diametro della ramificazione era prossimo ai 40 cm di diametro. La sua caduta ha provocato il danneggiamento di un’ulteriore branca posta sullo stesso lato della pianta. L’intervento immediato ha regolarizzato ciò che restava delle due branche del cedro.
Un esame dettagliato della branca ceduta ha mostrato la presenza di resina nel punto di inserzione di un ramo secondario nel corpo della ramificazione principale. Il legno prossimo alla rottura non presentava segni di degradazione significativi, al contrario appariva consistente e in grado di resistere alle normali tensioni interne.
Il punto di inserzione delle ramificazioni secondarie rappresenta evidentemente un‘ area di debolezza della pianta a causa della discontinuità generata dal diverso orientamento delle fibre interne al ramo principale. La chioma della pianta ha una dimensione pari a circa 20 m. Ciò significa che le branche principali, inserite orizzontalmente al tronco principale, hanno uno sbraccio di 10 m, provocando un effetto leva pronunciato: i movimenti dei rami in occasione di forti venti provocano tensioni significative all’interno dei punti di inserzione delle ramificazioni.
Su strutture vetuste che sopportano da anni queste tensioni possono inevitabilmente generarsi punti di debolezza che a fronte di sollecitazioni molto forti e irregolari, come successo il 20 agosto, possono portare a stroncamenti. Occorre inoltre considerare lo squilibrio che la perdita della grossa branca ha comportato rispetto le rimanenti strutture arboree della pianta, che adesso risultano maggiormente esposte a sollecitazioni e colpi di vento.
Interventi di mitigazione del rischio, come per esempio l’uso di ancoraggi, non sono proponibili per difficoltà tecniche data la forma della pianta che presenta branche orizzontali di dimensioni davvero ragguardevoli; d’altro canto la riduzione o l’eliminazione delle branche basali comporterebbe uno snaturamento della forma della pianta a mio avviso non accettabile.
In conclusione, pur considerando il significato particolare della pianta, si valuta come non opportuno il mantenimento del cedro e se ne consiglia l’abbattimento e la sostituzione.
Dott. For. Giuseppe Ronconi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 novembre 2025





2 commenti
Il cedro del Libano presente in piazza del poggio di Borgo fu trasportato con un autocarro di mio Padre dal vivaio della Futa e fu piantato in quel luogo dove fino ad allora vi era stato un gabinetto pubblico . fu una trasformazione importante per Borgo io mi auguro che ne venga ripiantato uno altrettanto grande e duraturo . Recati Pier Luigi