MUGELLO – Conosciamo poco e nulla di questa pandemia mondiale e fino a quando non ci sarà un vaccino,saremo obbligati a conviverci. Con regole da rispettare sui luoghi di lavoro e nella convivenza civile che muteranno i nostri comportamenti abituali. Quindi, il tema della ripartenza economica e della sua gestione dovrà per forza di cose passare attraverso un giusto dosaggio tra scienza e mercato. Al classico refrain, oramai trasformatosi in un tormentone martellante, che ci ricorda che “nulla sarà come prima”, dobbiamo saper reagire con un semplice ma responsabile:”dipende da noi”. Si, dipende da noi, in ogni istante,in ogni luogo, pubblico e/o privato che sia; i nostri comportamenti e le nostre azioni saranno decisive per il futuro del Paese. Ci sarà sicuramente un periodo di transizione, forse più lungo del previsto,perlomeno di 1 anno, con lo spettro poco improbabile di migliaia di chiusure di attività economiche e perdita di tantissimi posti di lavoro,ma se il sistema-Paese saprà rialzarsi in fretta, dandosi da subito una “vision”innovativa che trasformi l’organizzazione dei tempi e del lavoro e che riesca a saldare in una nuova cornice di riferimento impresa & lavoro, tecnologia e sburocratizzazione della macchina pubblica, riforma del sistema fiscale e revisione della giustizia tributaria, ecc. la pandemia,allora, sarà un brutto ricordo del passato e anzi contribuirà a fare un assist vero e di prospettiva verso il cambiamento. E allora,in ogni angolo di visualizzazione, qualunque sia il nostro ruolo e la nostra funzione sociale, combattiamo da subito le rendite di posizione e valorizziamo senza esitazione alcuna chi merita ed ha e offre competenze per competere, spalanchiamo le porte a chi può creare e valorizzare il lavoro ed “inventare”nuove professioni,puntando su un ‘Piano Marshall-oriented ‘ su cospicui investimenti sulle opere pubbliche. In territori omogenei come il Mugello siamo pronti a fare la nostra parte e il primo banco di prova su cui potremo realizzare questo progetto di rinascita è sicuramente rappresentato dalla semplificazione della normativa in materia di appalti pubblici. Con l’edilizia al centro del motore dello sviluppo. Se riparte,tutto sarà meno complicato. Con meno burocrazia anche i Comuni potranno diventare decisivi per il rilancio dell’economia, per il sostegno alle imprese locali e per l’occupazione.L’altro versante sul quale puntare senza se e senza ma,sarà l’Ambiente. In questa prospettiva, dopo aver dotato la nostra area di un unico piano di regolazione dei rapporti urbanistici e paesaggistici( Piano Strutturale Intercomunale),il Mugello,come fosse già un unico Comune, sotto l’egida dell’Unione Montana,ormai è pronto ed ha tutte le carte in regola per aderire al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia,che consentirà di valorizzare le specificità imprenditoriali agricole ed ambientali attraverso l’utilizzo di ingenti fondi a livello europeo. Il Patto,avrà l’obiettivo ambizioso di abbassare le emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 e in un simile scenario il Mugello potrà diventare il vero polmone verde-il Parco ambientale della Toscana. Uno sviluppo sostenibile che non chiama in causa solo lo Stato o il protagonismo dei Comuni; anche il processo di regionalismo dovrà irrobustirsi sempre di più valorizzando non solo il “gioiello”Firenze o i restanti 9 capoluoghi di provincia, ma anche i centri minori, della csd’Toscana Diffusa”. Nell’immediato, sostenendo le filiere esposte alla concorrenza mondiale,a partire dal manifatturiero- moda,turismo,cantieristica,in primis. In sincronia perfetta con incentivi e/o indennizzi per la ripresa per i piccoli commercianti e gli artigiani,per i professionisti,le partite Iva, settori,che rischiano in questo tragico momento di veder sparire intere filiere produttive e professioni difficilmente (ri)formabili in pochissimo tempo. Essi costituiscono il 94% del totale delle imprese toscane. La maggioranza assoluta dell’intero apparato produttivo regionale. Sarebbe utilissima a tale proposito- entro la fine dell’anno,come primo atto della nuova Giunta Regionale, – la definizione di una legge ad hoc che incentivi le aggregazioni aziendali. Il tessuto locale,si sa, è composto da piccolissime imprese. Troppo piccole per affrontare la concorrenza internazionale. Con l’emergenza sanitaria,queste imprese poi sono diventate ancora più fragili. Fragilissime.Bisogna aggregarle per renderle più forti. Uno strumento fiscale,gestito a livello regionale,potrebbe essere decisivo per salvarle e con loro salvare l’occupazione.
Obbiettivi possibili.Realizzabili. L’imperativo è uno solo:fare. Dipende da noi.
Franco Vichi – Assessore all’Ambiente Comune di Vicchio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Aprile 2020



