FIRENZUOLA – Sono Giovanni Grazzini, laureato in Scienze Motorie, lavoro presso la Polisportiva Artemisia ASD di Firenzuola (Fi) oltre a svolgerne le funzioni di Consigliere.
Con cadenza di due giorni a settimana mi occupo dei corsi A.F.A., (Attività Fisica Adattata) che consiste in programmi di esercizio fisico, non sanitario, svolti in gruppo e appositamente disegnati per partecipanti caratterizzati da condizioni croniche di varia natura, e di altri corsi con livelli di motricità sempre crescente.
Mi occupo anche di sport agonistico, in particolare di calcio dilettantistico; devo dire però che in questo momento la mia preoccupazione è principalmente rivolta al futuro dell’attività fisica che non riguarda la ricerca di una prestazione agonistica ma pi in generale il benessere delle persone.
L’attuale condizione ha visto le mie attività e quelle della Polisportiva Artemisia, e, come sappiano, di tutte le strutture equivalenti, fermarsi improvvisamente.
Immagino che nel prossimo futuro sia impossibile o almeno poco probabile svolgere corsi di ginnastica di gruppo all’interno di spazi chiusi così come fatto prima delle restrizioni Covid.
Probabilmente ci sarà anche un cambio di abitudini relativamente agli spazi atti allo svolgimento delle classiche lezioni di ginnastica e, dove sarà possibile, si passerà in maniera ancora maggiore, (molti lo fanno da tempo), dalle lezioni al chiuso alle lezioni all’aperto, e da quelle di gruppo a quelle individuali.
In questo momento l’offerta di “occasioni per fare ginnastica” sui maggiori canali social è diventata straripante ed oltremodo variegata tanto da rischiare di trasformarsi da opportunità di informazione e promozione dell’attività fisica, in una sorta di rumore di fondo talvolta indistinguibile.
Personalmente ho sempre cercato di dare ai miei corsi un taglio più “formativo” cercando in ogni modo di istruire i corsisti sui vantaggi reali del movimento più che sugli aspetii legati alla classica esigenza dell’essere e rimanere in forma.
A tale proposito, in maniera molto circoscritta sul mio personale modo di vedere l’attività fisica non agonistica, ho cercato di immaginare come sarà il prossimo futuro del settore.
Sicuramente tutti noi in questo periodo abbiamo fatto un piccolo passo in avanti per quanto concerne l’uso della tecnologia che abbiamo a disposizione e credo che questo potrà essere un ottimo alleato alla nostra salute.
Personalmente credo molto nel monitoraggio costante delle attività fisiche di tutti i giorni come già svolgono, spesso all’insaputa di molte persone, gli smartphone e gli smartwatch. Questo ci sta già permettendo e ci permetterà sempre di più di trasformare semplici abitudini quotidiane, quali ad esempio una passeggiata col cane, in occasioni per fare attività fisica monitorata da un coach esperto, fermo restando, comunque, che altri e differenti esercizi motori devono auspicabilmente essere svolti in un contesto idoneo e sempre sotto occhi esperti. Attraverso queste applicazioni il monitoraggio costante di normali attività fisiologiche come frequenza cardiaca, qualità del sonno, peso, idratazione ecc.. ci daranno sempre di più una visione d’insieme dello stato di benessere fisico dei nostri utenti.
Vorrei infine che queste note fossero un’occasione per interagire con i miei corsisti, perché a mio avviso saranno loro i veri protagonisti di questi repentini cambiamenti visto che l’esigenza di mantenere un buono stato di salute prevede senz’altro la corretta attività fisica ma essa dovrà assolutamente garantire modalità di svolgimento tali da ridurre al minimo i rischi di contagio.
Giovanni Grazzini, istruttore di educazione fisica
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 maggio 2020







