BORGO SAN LORENZO – Sul mercato settimanale è muro contro muro tra maggioranza e opposizioni. Il documento presentato da “Borgo in Comune – Alternativa a sinistra” è stato respinto, con nove voti (quelli di Pd e Liste Civiche) contro sei (Borgo in Comune, Cambiamo insieme, Lega e Cinque Stelle).
Il dibattito è stato approfondito ma non si sono trovati spazi di convergenza. A dividere, soprattutto, è stato il tema del referendum consultivo, ipotizzato nella mozione di Romagnoli e Verdi, e sostenuto a spada tratta dalla Lega, che alla fine, con Ticci, ha “minacciato” anche il ricorso al referendum abrogativo.
Il capogruppo di Borgo in Comune Lorenzo Verdi all’inizio aveva cercato di stemperare: “Sul mercato nel documento non diamo un giudizio nel merito, ma solleviamo una questione di metodo. Siamo prossimi alla scadenza dei sei mesi di sperimentazione, e dobbiamo valutarne gli esiti”, non mancando comunque di citare le criticità emerse, dai problemi di frequentazione del mercato, alle difficoltà per il traffico e i parcheggi, fino alle ripercussioni negative per il commercio fisso in alcune zone.
Secondo Luca Del Tempora invece occorre dare tempo alle novità: “Le cose nuove spesso fanno paure e ci vuol tempo per digerirlo. Del resto le problematiche evidenziate, traffico, parcheggi c’erano anche con il vecchio mercato, si sono solo spostate in altre aree”. E quanto al referendum, il giudizio di Del Tempora è negativo: “Andrebbe a sminuire il ruolo dell’amministrazione”.
Luca Margheri condivide la mozione di Borgo In Comune: “Rivedendo le cose talvolta si migliora. E del resto queste scelte mica sono il Vangelo”, dice, notando come le strettoie tra i banchi non sono state risolte, e cita l’area davanti al Bar della Corallina.
Intervenuti anche Ciardi (Pd) che sottolinea come il trasferimento del mercato abbia valorizzato il paese e migliorato la situazione, notando anche, a proposito delle lamentele che vengono da via Mazzini, che la distanza dal mercato è rimasta la stessa: “prima lo avevano a destra, ora lo hanno a sinistra”; Giovannini (Cinque stelle), che cita il malcontento dei commercianti, “un malcontento che va rispettato”; Pieroni (Pd)che invita a far riferimento a dati certi, e non a sensazioni raccolte per strada, “e comunque -nota- nessuno ha detto che le criticità non saranno prese in considerazione”; Grifoni, capogruppo pd, che per confutare l’idea del referendum, ricorda le recenti elezioni comunali: “abbiamo votato e il mercato era nel programma di tutti, di chi ha vinto e di chi ha perso”; mentre Romagnoli il referendum lo caldeggia: “se poi arriva una raccolta di firme ci tocca farlo e per il consiglio comunale sarà comunque una sconfitta”.
Il vicesindaco e assessore al commercio Cristina Becchi rivendica il lungo lavoro fatto dalla precedente amministrazione per giungere allo spostamento del mercato. E annuncia che sarà riaperto il tavolo della concertazione: “Per valutare abbiamo già chiesto relazioni alla polizia municipale, alle associazioni di categoria. Sappiamo che ci sono criticità. E interverremo per risolverle. Ma le scelte vanno fatte, anche scontentando qualcuno, perché poi alla fine va fatta sintesi e privilegiare il bene comune”.
Alla fine così la mozione viene respinta, e Verdi accusa la maggioranza di autoreferenzialità: “Avete fatto quadrato, noi chiedevamo un percorso partecipato, per valutare ascoltando tutti. E il referendum era un’ipotesi in subordine”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 luglio 2019



