MUGELLO – Con l’inizio del 2025 Sara Di Maio, sindaco di Barberino di Mugello e Consigliere metropolitano delegato alla viabilità di Mugello e Valdisieve, interviene sui lavori al ponte de La Brocchi nel Comune di Borgo San Lorenzo e più in generale sui cantieri che, in Mugello, interessano la strada regionale 302 Brisighellese-Ravennate, la cui manutenzione è affidata alla Metrocittà Firenze.
Il tema più sentito dai cittadini è chiaramente quello legato ai lavori di costruzione del nuovo ponte della Brocchi, un intervento di 2 milioni e 100 mila euro, per il quale sono attesi i risultati della seconda prova di carico eseguita in questi giorni. Di Maio ricostruisce l’iter dei lavori fin qui svolti, e ricorda che la Città Metropolitana ha seguito le normative sottoponendo il terreno e le rocce, su cui si appoggia l’opera, a indagini pre-progettuali, cioè a un controllo preventivo e, inoltre, che il progetto esecutivo del ponte, prima del via libera all’avvio dei lavori, era stato approvato da un apposito organismo accreditato. “In corso d’opera – spiega Sara Di Maio – sono state effettuate le dovute prove sui materiali e sull’infrastruttura, come da prassi, nel complesso sistema di collaudo dell’intera costruzione, cosa prevista dal capitolato di affidamento dei lavori”. E spiega anche che in questo momento ci troviamo “nella delicata fase in cui è possibile effettuare tutte quelle verifiche che poi consentiranno di apportare le eventuali modifiche correttive sull’intervento nel complesso, necessarie a rendere l’opera più sicura”.
Spiega ancora Di Maio, entrando nel merito dell’esecuzione dei lavori: “In sostanza, la procedura seguita ha previsto, a monte dell’avvio dei lavori, l’effettuazione di tre sondaggi geognostici a carotaggio continuo, di cui due attrezzati con piezometro per il controllo nel tempo del livello piezometrico ed uno attrezzato con tubo down-hole per la prova sismica in foro. In conseguenza dei risultati, il progettista ha previsto le fondazioni dell’opera con quattordici micropali per ciascuna spalla e sedici micropali per la pila centrale, per complessivi quarantaquattro micropali. Questa soluzione progettuale ha superato il controllo dell’apposito organismo accreditato e la Città Metropolitana ha avviato il procedimento per la realizzazione dell’opera”.
La Consigliera delegata entra anche nel merito delle problematiche che hanno comportato dei problemi nell’esecuzione dei lavori: “In seguito, come da capitolato e nel rispetto delle Norme Tecniche sulle Costruzioni (NTC), una volta realizzate le fondazioni, sono state effettuate delle prove di carico sui micropali. La prima prova sui micropali scelti a campione della spalla destra, lato Borgo San Lorenzo, ha dato esito positivo. Nella seconda prova sui micropali scelti a campione della spalla sinistra, lato Barberino, per lo sforzo di compressione l’esito è stato quello previsto dal progetto, mentre per lo sforzo di trazione, l’esito è stato negativo, con conseguente sfilamento del micropalo. Questo esito, diverso da quello previsto a monte ma ammissibile e probabile in questo genere di costruzioni, sostanzialmente una verifica in corso d’opera, permette di apportare tutte quelle modifiche necessarie a rendere l’opera sicura. Per la pila invece – coninua la descrizione di Di Maio – già durante la fase di perforazione dei micropali, si erano riscontrate le maggiori disuniformità rispetto al sondaggio di riferimento. Si è ritenuto pertanto necessario disporre la realizzazione di un nuovo sondaggio per tarare al meglio gli interventi. Sono stati inseriti quindi dei nuovi micropali in corrispondenza della pila. La prima prova di carico sui pali della pila è già stata eseguita in data 17 dicembre 2024 e ha dato esito favorevole. Martedì 7 gennaio è stata programmata la seconda prova e si è in attesa dei risultati”.
Insomma, alla luce dei fatti, Di Maio afferma: “Si conclude che la variante in corso d’opera, necessaria per la corretta realizzazione dell’infrastruttura, sia dovuta a quella che si chiama tecnicamente ‘sorpresa geologica’ e quindi ad eventi imprevisti e imprevedibili, che fanno parte però del corretto iter progettuale. È stato quindi inevitabile che, a seguito di queste ulteriori valutazioni e lavorazioni, i tempi abbiamo subito dei ritardi. Inoltre, va considerato che i tempi si sono allungati anche a causa delle condizioni meteo avverse, che hanno fortemente condizionato proprio la tipologia delle lavorazioni iniziali, di fondazione piuttosto che di elevazione”.
Dalla Metrocittà si apprende anche che la luce del ponte è stata aumentata rispetto a quella originaria di otto metri, portandola dai 36 originari a 44. E concludono: “Questa scelta della luce del ponte è stata dettata dalla sintesi di soluzioni sostenibili sia dal punto di vista strutturale sia idraulico ed anche economico, con soluzione più costose per garantire la viabilità sostitutiva. Sostanzialmente, la spalla in sinistra è stata posizionata con un leggero arretramento rispetto a quella esistente mentre la spalla in destra è stata arretrata di qualche metro per allontanare la struttura dal corso d’acqua, ma soprattutto per diminuire le dimensioni del rilevato di riempimento. La diminuzione dell’altezza del rilevato va a favore della stabilità strutturale oltre che della riduzione dell’impatto visivo. Inoltre, la realizzazione di quel rilevato avrebbe di fatto, in fase di cantiere, impedito l’utilizzo della strada laterale come by-pass con disagi ancor più importanti per cittadini e utenti”.
La consigliera parla anche degli altri cantieri presenti sulla strada, e del ripristino del tratto franato in località Olmo nel Comune di Fiesole, “sono in corso – spiega Di Maio – lavori dallo scorso 3 giugno 2024. Ad oggi, il termine contrattuale di ultimazione stabilito sarebbe al 18 gennaio 2025, tuttavia, a causa delle avverse condizioni meteo, l’impresa sta redigendo un aggiornamento del cronoprogramma che implicherà una richiesta di proroga del termine di ultimazione, presumibilmente al 31 marzo 2025. Contestualmente, verrà sostituito l’attuale semaforo, che regola il senso unico alternato, con un altro di tipologia più evoluta, cioè capace di programmare il tempo di attesa, nonché di rimodularlo da remoto grazie all’ausilio di videocamere, in funzione della diversa intensità dei flussi di traffico attesi durante l’arco della giornata su ciascuna delle due direzioni di marcia”. Il tutto per un costo complessivo pari a 680 mila euro. Infine ricorda che per il semaforo di Faltona, posizionato per regolare il senso unico alternato in conseguenza del cedimento del muro di sostegno del corpo stradale, è stato richiesto un finanziamento da parte di Regione Toscana per progettare ed eseguire i lavori che ammontano indicativamente a oltre il milione di euro.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Gennaio 2025






1 commento
Come si sente la mancanza dei nostri avi , a rifarsi dagli etruschi e dagli antichi romani . Si metterebbero a ridere a vedere quante difficoltà sono state fatte emergere per la ricostruzione di un misero ponte su un torrente che si salta a piedi senza difficoltà , sapete perché sono nate tutte queste difficoltà , solo per far aumentare le spese a dismisura e dividersi i maggiori incassi con i responsabili che autorizzano le modifiche , e i partiti che amministrano il Mugello .