MUGELLO – Non sono servite a molto le ultime piogge, per la produzione dell’olio d’oliva in Mugello.
Ce lo spiega Sergio Zanieri di Coldiretti Mugello:”Dopo i riscontri che abbiamo eseguito purtroppo ci è stato confermato che quest’estate torrida ha causato un danno della produzione di oltre il 50%. Questo significa che la produzione di olio sarà ridotta almeno della metà, anche se lo si potrà dire con certezza solo al momento della molitura. Può darsi – continua Zanieri – non solo che la quantità di olio sia minore, ma che potrebbe essere di una qualità più bassa, oltre al fatto che si potrà verificare un aumento dei prezzi. Inoltre è possibile che, data la scarsa produzione, possa aumentare l’importazione di olio da altri Paesi, europei ma non solo, ed il prodotto locale non sarà valorizzato come merita. Generalmente, infatti, Paesi come la Spagna hanno produzioni con costi minori in quanto utilizzano impianti di uliveti altamente specializzati con una raccolta ‘automatica’ che porta a costi minori, mentre qui in Mugello la raccolta avviene manualmente e quindi il costo è maggiore”.
Qualche produttore della zona vede ancor più nero sulle quantità, ma non sulla qualità.
“È stato un disastro completo – racconta Silvestro Farina, proprietario dell’azienda agricola ‘Terzalla’ di Barberino di Mugello-. Io mi occupo di olio dagli anni ’60 e questo è il peggior anno che abbia mai visto. Il primo danno lo abbiamo avuto ad aprile con una gelata fuori stagione che ha ammazzato tutti i ‘mignoli’ (fiori dell’ulivo) nelle zone più basse della mia coltivazione. Quei pochi fiori rimasti sono stati decimati dalla siccità. In pratica mi ritrovo con un decimo della produzione con una perdita che ammonta a 7/8.000 euro. L’unica nota positiva è che questa mancanza di acqua ha impedito alle uova della mosca olearia, che attacca verso la fine di luglio pungendo le olive e depositando le proprie uova dentro il frutto rendendolo inutilizzabile, di schiudersi. Però non ho dubbi sulla qualità del poco prodotto che avremo. Il Mugello produce uno tra i migliori oli d’Italia, se non del mondo”.
“Grazie alle piogge di quest’ultimo periodo – racconta Ivan Malpaga proprietario de ‘La Matteraia’ di Vicchio – l’oliva è ingrossata ed ha sviluppato più polpa quindi secondo me non risentiremo di un calo di qualità, ma solo di quantità. Noi, che abbiamo l’oliveto a 400 mt di altezza, non abbiamo risentito della brinata di aprile ma solo della siccità che ci ha fatto perdere intorno al 40/50% di produzione. Devo dire che alla fine mi è anche andata bene, so di colleghi che quest’anno non faranno neanche la raccolta perché il caldo ha seccato tutti i frutti. Purtroppo la siccità è arrivata presto ed ha impedito la ‘legazione’ (il momento in cui il fiore diventa frutto) e dopo le olive sono seccate. Abbiamo avuto una perdita importante che porterà sicuramente ad un aumento del prezzo di 1.00/1.50€ , anche se fino a quando non porteremo le olive al frantoio non potremo essere sicuri di nulla. Quello che penso è che almeno la mosca olearia non potrà attaccare, viste le temperature più fredde della notte, e che quindi da adesso alla raccolta, che sarà tra circa un mese e mezzo, non potrà che esserci un miglioramento”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 settembre 2017


