BURKINA FASO – Stanno vivendo una situazione drammatica un gruppo di italiani –e tra questi diversi mugellani- in Burkina Faso, a cinquecento metri dai luoghi dove ieri sera è avvenuto un attacco terroristico, ad opera di un commando di alcuni uomini armati, preceduto da alcune esplosioni – almeno due autobomba secondo la Bbc – che ha preso di mira l’hotel Splendid, nel centro della capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, frequentato soprattutto da stranieri, uomini d’affari e personale dell’Onu, e un vicino caffè di stile occidentale, il Cappuccino Cafè, dove sono stati rinvenuti i cadaveri di dieci persone. Ma si parla di un numero almeno doppio di vittime. E all’interno dell’hotel un blitz delle forze speciali ha liberato 30 ostaggi, tra cui anche il ministro dei Lavori Pubblici. L’atto terroristico è stato rivendicato da Al Qaida.

Abbiamo raggiunto al telefono Luca Margheri, capogruppo della lista civica borghigiana “Cambiamo, insieme!” e presidente dell’associazione Solidarietà Missionaria, adesso in Burkina insieme a nove Italiani, e tra questi anche il fotografo borghigiano Francesco Noferini e don Aldo Menichetti, firenzuolino, ora parroco di Scandicci.
“Ieri sera –ci racconta- eravamo a cena all’aeroporto, a poca distanza da dove è avvenuto l’attacco. Abbiamo sentito degli spari, e all’inizio si è pensato ai seguaci del vecchio presidente, temendo una sorta di guerra civile. Poi gli spari sono aumentati. Sono arrivate notizie di quello che stava accadendo, pare che in hotel vi fosse una riunione sulla sicurezza dei voli interni africani, ci hanno parlato di autobombe. Poi siamo rientrati dalle suore, dove siamo alloggiati, a cinquecento metri da luogo dell’attacco. Si continua a sparare”.

Il gruppo era partito dalla Costa d’Avorio, e l’11 gennaio aveva raggiunto il Burkina Faso per poi arrivare in Togo: i Paesi dove Solidarietà Missionaria opera con le sue iniziative di solidarietà. In Burkina Assomis sostiene interventi sanitari e ambulatori, la scolarizzazione dei bambini, in particolare un gruppo di bambini di donne che lavorano, in condizioni terribili, in una miniera di granito.
“Eravamo all’aeroporto –aggiunge Margheri- perché eravamo in attesa dell’arrivo di altri quattro amici borghigiani, Fabrizio Pacini e Roberto Boni con le loro mogli. Ma il volo è stato dirottato verso il Togo e ancora non sappiamo se lo dirigeranno, per motivi di sicurezza, alla volta di Parigi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 gennaio 2016



