BORGO SAN LORENZO – Parliamo ancora di ovonda, o meglio, di quella rotatoria a forma di binocolo che da qualche tempo è stata costruita, pur in forma provvisoria e sperimentale per cercare di dare una buona soluzione al più difficile incrocio borghigiano. Ma converrà non dare per definitiva la soluzione trovata. Perché ci sono ancora problemi e difficoltà evidenti. Non tutti i pareri son concordi: c’è anche chi sostiene che la situazione è migliorata. Però ve ne sono molti altri che notano, specialmente nelle fasce di maggior traffico, un aggravio peggiorativo per il traffico in transito.
L’estensione, forse eccessiva, della rotatoria, che rallenta e frena i flussi, unita alle tante strade che si immettono sull’incrocio crea effetti collaterali negativi. Soprattutto per l’interferenza che si crea con il relativamente vicino semaforo: la coda si sovrappone alla coda, col risultato che si sono visti talvolta rallentamenti fin verso l’ospedale. E c’è chi nota la ristrettezza della sede stradale, con il bordo dell’aiuola di Cristo Re più volte “calpestata” dai mezzi pesanti.
In verità il tempo per studiare altre soluzioni, anche più innovative, gli amministratori locali, vecchi e nuovi, lo hanno avuto in abbondanza. Magari facciano uno sforzo ulteriore, perché così ancora non va…
Il Filo
P.S.: A proposito di incroci difficili e semafori, un borghigiano, di recente, aveva formulato una proposta, indirizzando una lettera all’amministrazione comunale attraverso queste colonne (articolo qui). Sarebbe stato gentile (e forse doveroso), che il sindaco o qualche assessore una risposta l’avessero data.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 novembre 2016





3 commenti
Anche le strisce pedonali in prossimità delle rotatorie costituiscono un bell’aggravio della situazione
Come diceva Bartali, gli è tutta da rifare. A parte i TIR che sono entrati in paese perché non ci si capisce niente e non c’è un minimo di segnaletica, il binocolo non ha migliorato un bel niente e inoltre è pensato a “bischero” anche per i pedoni… Speriamo che non passino altri sette anni prima di sistemare questa schifezza.
Un altro commento che c’entra poco con l’ovonda ma sarebbe il caso di prestarvi attenzione: in via Marconi non c’è il marciapiedi. Siccome da secoli si sente parlare della copertura delle Cale (il nostro ponte sullo stretto) che stavolta sembra sia stata definitivamente messa in soffitta, ora sarebbe il caso di mettere in sicurezza l’argine (non c’è una minima protezione lato fosso) e manca il marciapiedi. Tutti i giorni ci sono mamme coi passeggini e “normali” pedoni che usano quella via sprezzanti del pericolo, senza poter contare su un minimo di sicurezza. Certo, che se poi si da la via al lavoro e rimane un’opera incompiuta come il marciapiedi rifatto sul viale Giovanni XXIII (il lavoro doveva terminare ad agosto,l’impresa che lo stava realizzando è scomparsa lasciando un monte di sudicio, un bagno chimico e la pavimentazione da finire) meglio di no.