La figura di Papa Francesco rimarrà alla storia per molte cose. Una di queste è sicuramente la miriade di etichette che ha ricevuto, il Papa dei divorziati, il Papa di sinistra, il Papa no global, il Papa anti-curia etc……
Sicuramente è un Papa che ha riportato il suo mestiere alle origini, all’apostolato più semplice e più efficace che si possa immaginare nel terzo millennio.
Personalmente l’ho sempre visto come una figura che cerca di “lavorare” alla sistemazione delle cose della Chiesa, una figura chiamata a riportare la Chiesa di Roma ad essere un riferimento di efficienza e chiarezza.
Mi viene in mente un parallelismo con Papa Giovanni Paolo II, il Papa dei Giovani. Lui, per esempio, ha insegnato a credere nei giovani, ha inventato le Giornate mondiali della Gioventù nelle quali si è formata anche una parte dei sacerdoti di oggi. Un Papa unico nel suo genere, che ha plasmato le fondamenta della stessa chiesa che oggi adora Papa Francesco.
Francesco invece, porta sulla schiena la sfida della credibilità della Chiesa nel suo complesso. E’ un Papa che parla chiaro e che usa il martello pneumatico quando serve.
Più che etichettare queste figure storiche bisognerebbe forse riconoscere alla Chiesa di Roma la straordinaria capacità di auto-regolamentarsi e di tentare sempre di cercare figure adatte a guidarla. La politica, per esempio, almeno in Italia cerca sempre l’autoconservazione. Perché? Perché probabilmente non ruota su ideali così forti da essere stimolo per cercare sempre un “manico” adatto.
Quindi grazie Papa Francesco perché stai riuscendo da solo a non disperdere quello che ti ha lasciato il più grande Papa della storia della Chiesa, colui che ai fedeli aveva chiesto di “corigerlo” quando sarebbe caduto in errore.
Non c’è che dire, lo Spirito Santo gode ancora di ottima salute.
Niccolò Grifoni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 novembre 2015



