BORGO SAN LORENZO – Non c’è pace per il Partito Democratico borghigiano: si dimettono in due, e ora la strada della ricomposizione si fa ancor più difficile,
Prima di tutto un breve riassunto delle puntate precedenti. Dopo anni di contrasti interni tra le due anime del partito (esemplificando, quella riformista, che era riuscita a diventare maggioritaria, legata alla giunta pd del sindaco Omoboni, dapprima socialista e che aveva iniziato la propria ascesa politica battendo alle primarie la candidata ufficiale del PD Sonia Spacchini), e quella di sinistra – in buona parte l’area ex-pci ed ex Ds -, nelle recenti elezioni comunali la spaccatura era diventata irreversibile, con l’ala sinistra che aveva abbandonato il partito e contrastato la candidata-sindaco Pd, creando un nuovo gruppo, quello dei “Progressisti Democratici” e contribuendo in modo decisivo a far perdere, per la prima volta, il pd alle elezioni per il sindaco.
Superato (si fa per dire) lo shock della sconfitta, nel Partito Democratico borghigiano, in particolare sotto la spinta del livello metropolitano, di ricucire. Operazione non facile, anche perché gli ex-Pd, in giunta con Notaro e Timpanelli, stanno strutturando i “Progressisti democratici” alla stregua di un nuovo partito. E sull’altro fronte le ruggini e la ferita della sconfitta pesano, eccome. Ma la segreteria metropolitana un primo passo avanti verso la ricomposizione era riuscito a farlo, formando, dopo le dimissioni della giovane segretaria Giorgia Baluganti, un gruppo direttivo composto dapprima da sette persone, con una figura di coordinamento inviata dalla segreteria di Firenze, Andrea Anichini, e tre rappresentanti per fazione, quella di sinistra (che aveva remato contro la candidatura a sindaco espressa dal partito nella figura di Cristina Becchi sostenendo Romagnoli e i Progressisti Democratici), con Luigi Andreini, Stefano Cassigoli e Antonio Margheri, e tre espressione della vecchia maggioranza, Stefania Ciardi, Roberto Cassigoli e Sandra Maggi.
Poco dopo Andreini se ne era andato. Adesso tutti e due gli altri rappresentanti dell’ala sinistra – Margheri e Stefano Cassigoli hanno rassegnato le dimissioni. Così il direttivo del Pd è rimasto dimezzato, e soprattutto privo interamente di una componente.
I due dimissionari spiegano così le loro dimissioni: “Caro Andrea, ti scriviamo per esprimere tutto il nostro disagio e disappunto di fronte alle continue polemiche e asprezze che stanno caratterizzando il dibattito ed i rapporti tra il PD locale, la nuova amministrazione comunale e la maggioranza di governo a Borgo San Lorenzo. È un clima che si trascina dalle prime settimane del dopo elezioni e non accenna a cambiare nonostante le dimissioni della segreteria e l’insediamento del nuovo Coordinamento. Molto probabilmente non c’è la necessaria (secondo noi) e diffusa chiarezza che dovrebbe esserci rispetto ad un cambiamento di fase politica che aveva portato il PD ad una sconfitta storica e che oggi lo dovrebbe portare (sempre secondo noi) a riposizionarsi all’interno di un campo ampio e plurale di quel popolo progressista che le vicende politiche degli ultimi anni hanno invece diviso e che va ben oltre i voti e le forze che il PD raccoglie. Apprezziamo sinceramente l’impegno unitario ed i toni che hai espresso in questi mesi. Tuttavia all’esterno appaiono in prevalenza polemiche e scontri, toni che non ci piacciono, utili (??) a consolidare una posizione di opposizione e non di ricomposizione. Di questo passo il PD (secondo noi) non potrà essere riconosciuto dall’elettorato come forza unitaria di un campo progressista a livello locale. Purtroppo è quello che stiamo constatando, almeno tra i cittadini che abbiamo occasione di incontrare e che vorrebbero segnali d’unità anche a fronte di una situazione generale complessa e pericolosa. Di sicuro in questo modo il PD non attrarrà nuove forze che ricercano unità e non ancora divisioni. Forse avevamo sperato troppo. Ci auguriamo pure di sbagliare. Saranno i fatti a parlare per il futuro. Comunque riteniamo che a questo punto il Re si mostri nudo, compia il proprio cammino, ognuno si assuma le proprie responsabilità. Quanto a noi, non ci sentiamo di condividere questo clima di scontro e di ripicche e pertanto ci dimettiamo dal Coordinamento”.

Anichini getta acqua sul fuoco e guarda avanti: “Nonostante le chiare difficoltà, il Partito Democratico, a livello metropolitano e regionale, conferma il proprio impegno pieno e convinto per la ricomposizione della comunità politica democratica e progressista di Borgo San Lorenzo. Siamo determinati a mettere in campo tutte le azioni possibili per accompagnare e sostenere un percorso di ricostruzione del Partito Democratico borghigiano, basato sull’ascolto, sul confronto e sulla partecipazione, che sappia rispondere alle sfide del presente e costruire una nuova prospettiva condivisa. Solo attraverso l’unità, il dialogo e l’impegno collettivo sarà possibile rilanciare una presenza democratica forte e radicata, al servizio dei cittadini e dei valori in cui crediamo”.
E ora? “Abbiamo perso pezzi – dice Anichini – ma ricominceremo a fare politica, grazie all’impegno del resto del coordinamento. Già abbiamo promosso un’iniziativa sul sociale, e nei prossimi giorni un evento sulla sanità al quale parteciperà anche il sindaco Romagnoli. Così come abbiamo espresso vicinanza e sostegno all’amministrazione che sta affrontando l’emergenza maltempo.”
Sui rapporti tra gruppo consiliare e partito Anichini dice: “C’è sintonia e le decisioni sono sempre state condivise. Ed è condiviso il percorso e la linea politica, che è quella di ricreare una comunità politica unitaria anche in vista delle prossime importanti scadenze elettorali, che ci dovranno vedere uniti, per battere il nemico comune, che è la destra.
C’è chi dice che entrerete in maggioranza, prima o poi, chiediamo ad Anichini: “Entrare in maggioranza, non credo, noi siamo per far politica non per le poltrone. Bisogna unire le comunità politiche poi questo si trasformerà anche in un percorso che non verrà domani o domani l’altro. E il ragionamento non è solo tra Pd e Democratici Progressisti, ma con tutto il centrosinistra, Abbiamo il compito di unire tutte le forze del centrosinistra. Il rapporto con loro rientra in questa logica”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 marzo 2025


