BORGO SAN LORENZO – C’era una volta il PCI, il partitone dominante. Anche a Borgo San Lorenzo. Con una sezione grande grande. Altri tempi, con tanti iscritti e una potenza economica non da poco, grazie anche a una festa dell’Unità che allora faceva da collettore di notevoli risorse.
Adesso tutto si è ridimensionato, il PCI si è trasformato in PDS, DS e alla fine PD, il numero degli iscritti e dei militanti è calato, così come le attività, e la stessa festa -al di là dello stop anno scorso legato all’epidemia- è ridotta ai minimi termini. Così anche quella grande sede voluta dai compagni decenni fa, era diventata un peso, sempre più vuota e inutilizzata.
Allora si cambia: il Partito Democratico borghigiano lascerà lo stabile di via Sacco e Vanzetti e si trasferirà in centro, in una parte dei locali della Casa del Popolo, in piazzale Curtatone e Montanara. La vecchia sede sarà affittata. Ci andrà Proforma, la cooperativa sociale, che aveva bisogno di spazi più ampi per le proprie attività formative.
Proforma ha preso tutta la sede in affitto, compreso cucine e spazi esterni, anche se nel contratto il PD si riserva l’uso per dodici giornate l’anno. Nei programmi della cooperativa c’è di utilizzare la nuova sede da una parte come una vera e propria scuola, adattando gli spazi a uffici e aule. E dall’altra, al piano terra, utilizzando cucine e spazi all’aperto per nuove iniziative legate alla promozione del territorio.
“Vorremmo -dice il presidente Paolo Sonni- mettere gli spazi a servizio del territorio, e presto faremo incontri con i soggetti che lavorano nel sociale: pensiamo ad eventi sui prodotti e con i produttori locali, a una fiera per la salute, a progetti e lavoratori per la trasformazione dei prodotti derivanti dal “buon fine” ovvero le eccedenze alimentari, a uno spin-off destinato a soggetti svantaggiati in questi campi”.
L’operazione di cessione della struttura non è stata effettuata direttamente dal Partito Democratico, ma dalla Fondazione borghigiana “Ponte Rosso”, presieduta da Luciano Baggiani. “Ponte Rosso” detiene gli immobili del vecchio PCI, riscuotendone gli affitti. Non solo la sede del PD -per la quale il partito versava alla Fondazione un affitto annuo intorno ai 7 mila euro-, ma anche la Casa del Popolo in piazzale Curtatone, un immobile su tre piani a Ronta, un tempo sede della sezione e dell’Arci, in via Faentina e via Stefaneschi e ampi terreni nella zona Poste.
Già da anni si ipotizzava anche un’alienazione della sede, e diversi anni fa venne ipotizzato un acquisto da parte del Comune, per spostare in quella zona l’area feste. Poi però non se ne fece di nulla. E più di recente c’è stata una trattativa con il Centro Radio Soccorso, non andata a buon fine.
Il segretario del Pd commenta e spiega: “L’obiettivo politico -dice Giacomo Bagni- era da tempo quello di riportare il PD nel centro di Borgo, all’interno della comunità. La crisi legata al Covid ha in una certa misura accelerato i tempi viste le difficoltà di gestione della sede in Via Sacco e Vanzetti. Fino a quando è stato possibile abbiamo aperto i nostri spazi anche all’esterno con tante iniziative legate a privati ed associazioni. Uno spazio che doveva essere a disposizione della comunità ma la pandemia ha compromesso pesantemente questa impostazione e non ci ha permesso di sostenere gli onerosi costi di gestione di un immobile dalle grandi potenzialità ma estremamente impegnativo da mantenere e manutenere. Da qui la scelta di accelerare i tempi di trasferimento.”
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 marzo 2021


