PALAZZUOLO SUL SENIO – È il sindaco Marco Bottino a spiegare le ragioni dello stop ai tanti, tantissimi volontari che vorrebbero scendere fino al Rovigo per dare una mano nella ripulitura: “La semplificazione di cose complesse non aiuta nessuno, e tutti al tavolo della sicurezza in Prefettura ne hanno preso atto. Questa è una situazione molto molto complessa, per i luoghi dove si sono sversati i rifiuti, per la loro quantità. Occorre che la prima parte del lavoro la facciano dei professionisti. Più rapidamente possibile, ma in un quadro organizzativo chiaro, dove si definiscano le modalità di spostamento dei rifiuti, e dove depositarli. Poi ben vengano anche i volontari. Ma ora non è possibile.”
Tanto materiale – si parla di almeno 1000 metri cubi mossi dalla frana -, la necessità di caratterizzare le varie tipologie di rifiuti, la necessità di definire in che modo movimentare i rifiuti – non è uno scherzo portare i sacconi di rifiuti fin sulla strada – e in che modo stoccarli – si sta pensando a installare in un’area dei cassoni scarrabili che poi saranno presi in consegna da Hera
“Faremo le cose più rapidamente possibile, ma in un quadro organizzativo che non si può improvvisare. E ora bisogna evitare altri sversamenti e la loro trasmigrazione a valle”, dice Bottino. “Quello che abbiamo potuto fare lo abbiamo fatto. Ora la cosa è stata presa in mano dalla Regione”.
La Regione, e si spera anche il Governo, prenderanno in carico il problema anche sul piano delle risorse necessarie. “Ancora non è quantificabile – nota il sindaco – ma saranno cifre importanti, si parla di una teleferica, elicotteri, personale specializzato. Noi per i primi interventi abbiamo inserito queste spese tra le somme urgenze della calamità di 15 giorni fa. E l’assessore regionale Monni ha preso un preciso impegno a finanziare il ripristino dei luoghi. Devo dire che sono soddisfatto del percorso fin qui fatto, e ringrazio Prefetto, Città metropolitana, Regione Toscana: il sistema istituzionale sta funzionando bene, ma ripeto, non si possono semplificare cose complesse, sarebbe errore madornale. C’è uno stato dei luoghi pericoloso, una marea di rifiuti. Dalla prossima settimana, si inizierà comunque la rimozione. Peraltro sulla frana non si possono usare escavatori grandi, e portar su il materiale richiederà tempo.”
Tra l’altro la vicenda non pare chiusa perché potrebbero esservi altri siti di discarica lì vicino, come ha denunciato sui social Andrea Benassi, antropologo culturale e speleologo che bene conosce l’area del Rovigo, essendo di Casola Valsenio (articolo qui).
Il sindaco Bottino lo ringrazia. ”Non abbiamo su questo né atti amministrativi né contezza che quel luogo che ora si indica come sede di discarica sia stato impattato, e non sappiamo perché chi sapeva è morto, o chi sa non lo dice. Ringrazio quindi l’autore di queste segnalazioni, che girerò immediatamente ai Carabinieri forestali che stanno già indagando.
Ogni contributo è importante, ed è parte di una rete che ci rende sempre più consapevoli della gigantesca difficoltà che queta roba è, e le bocce non sono ancora ferme. Da questa vicenda spero che non solo derivi una lezione per il presente, rispetto a un passato che tutti ora consideriamo come scellerato, anche se cinquant’anni fa le modalità di smaltimento rifiuti erano assai diverse da quella di oggi; ma divenga una opportunità non solo per intervenire e ripulire quell’area ma anche per consegnarla migliore di come l’abbiamo trovata. Non sarà però domattina”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – marzo 2025








1 commento
Bravo Sindaco.
Constato con piacere che chi ha l’onere di gestire una emergenza di una gravità e complessità come quella in corso, con un secco ” Fermi tutti” blocca le falangi di nuovi angeli del fango già sicuramente pronti a scagliarsi nelle gole del Rovigo a caccia di gloria e visibilità mediatica.
Nuovi angeli del fango che alternano un colpo di badile a tre selfies ed altrettante condivisioni sui social.
E se sono fortunati può arrivare anche una troupe televisiva che li riprende.
Ma non è aria, cari angeli del terzo millennio. Ammesso e non concesso che siano stati utili quelli del secondo, quelli originali che dalla alluvione di Firenze trassero nome e fama, in questa circostanza voi sareste sicuramente non solo inutili ma dannosi. Dannosi per i luoghi del disastro e anche per voi stessi.
State a casa.
Non c’è bisogno di eroi improvvisati ma di professionisti.