
MUGELLO – Sette rinvii a giudizio richiesti per perizie irregolari nella richiesta di risarcimenti per i danni ai cinghiali. Una vicenda che riguarda anche il Mugello, che fa parte dell’Ambito Territoriale di Caccia Firenze-Prato. L’inchiesta è coordinata dal sostituto Procuratore di Firenze Leopoldo De Gregorio, e il prossimo 31 maggio si terrà l’udienza preliminare, in Tribunale a Firenze, davanti al GIP per sette indagati.
L’inchiesta coinvolge la società a responsabilità limitata Oikos, le cui quote societarie erano tutte intestate a Federcaccia (il 50% alla sede regionale, il 5% ciascuno a Federcaccia di tutte le province toscane. E sono stati rinviati a giudizio presidente e vicepresidente della società, e altri due membri, tra cui il procuratore. Inoltre sono stati rinviati a giudizio tre “tecnici” ai quali Oikos aveva affidato l’effettuazione delle perizie.
Le imputazioni sono diverse, dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla frode e all’accesso abusivo a sistemi informatici.
I fatti si riferiscono al 2016 per quanto riguarda le perizie e arrivano al 2018 in merito agli accessi abusivi.
Per la quantificazione dei danni causati da cinghiali e altri animali – sopralluoghi e perizie – l’ATC FI4 aveva stipulato un contratto di “global service” con Oikos srl, per l’”affidamento di consulenza amministrativa e tecnica ai fini della gestione faunistico venatoria”. Versando ad Oikos 300 mila euro l’anno.
Nella richiesta di rinvio a giudizio ai membri della società si imputa di avere messo in atto truffe “con artifizi e raggiri consistiti nel rappresentare al Comitato di Gestione di ATC FI-PO danni da fauna selvatica superiori a quelli effettivamente subiti dagli imprenditori agricoli richiedenti, inducendo in errore i membri del Comitato di Gestione di ATC”; “con ciò – prosegue l’atto giudiziario di richiesta di rinvio a giudizio – si procuravano a tali imprenditori agricoli un ingiusto profitto, consistente nella liquidazione di somme non conformi ai danni effettivamente subiti e conseguentemente cagionavano ad ATC FI-PO un danno avente ad oggetto contributi concessi da un ente pubblico.
La Procura ha contestato anche un’altra serie di irregolarità. Anzitutto il fatto di aver affidato di eseguire le perizie a persone che non erano iscritte all’Albo dei Dottori Agronomi e Forestali. Le perizie sono numerose, in tutto 376 nel 2016 e 304 nel 2017. Ancora, uno dei membri di Oikos è accusato anche si contestano anche “plurimi accessi abusivi” nel sistema informatico gestionale delle denunce danni da fauna selvatica, quando l’incarico ad Oikos era già cessato. In particolare 13 accessi nel gestionale, e 470 nel sistema di protocollazione elettronica.
Infine a due di loro si contesta di aver ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale in quanto Oikos non avrebbe eseguito in proprio i servizi compresi nel contratto global service per l’ATC FI4 – corrispondente all’area mugellana – ma subappaltando le attività ad altre società, di proprietà degli stessi indagati.
Ora il GIP dovrà decidere in merito al rinvio a giudizio, e se far giudicare poi al Tribunale su ciò che è accaduto per stabilire le eventuali responsabilità penali.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Maggio 2022




