BORGO SAN LORENZO – Vogliamo ricordare la figura di Piera Ballabio con le testimonianze di chi l’ha conosciuta. Qui il contributo di Leonardo Romagnoli.
Quando stamani mi hanno chiamato per comunicarmi la scomparsa di Piera Ballabio mi sono passati davanti gli oltre 40 anni che abbiamo condiviso, anche se non sempre dalla stessa parte, di lotte politiche per la difesa del territorio. Per lei milanese la scelta del Mugello è stata una scelta d’amore in tutti i sensi e la passione che esprimeva nelle sue azioni era frutto di questo attaccamento che spesso neppure noi che in questo posto meraviglioso ci eravamo nati riuscivamo ad esprimere.
Una passione che su molte cose la faceva essere molto intransigente, ma nello stesso tempo disponibile e coinvolta nel suo lavoro di promozione turistica del Mugello, che è cresciuta grazie alla sua attività prima nella Comunità Montana e infine con l’Unione. Se il Mugello è oggi un brand turistico di primaria importanza lo dobbiamo anche a lei e al suo impegno che andava al di là dei compiti istituzionali.
Per promuovere un territorio bisogna amarlo e per lei questo significava difenderlo da tutto ciò che poteva stravolgerne il paesaggio e la sua storia.
Non si può dimenticare il suo impegno nella lunga battaglia sul progetto Alta velocità e il suo impatto sul territorio e le sue risorse idriche. La sua attenzione alle questioni urbanistiche che comportavano inutili perdite di suolo o proposte esteticamente discutibili. Negli ultimi anni questo suo impegno aveva trovato una casa definitiva in Italia Nostra con cui si è battuta anche sul progetto eolico del Giogo di Villore e Corella. Le sue non sono mai state opposizioni preconcette, c’è sempre stata la massima attenzione all’impatto ambientale e alla valutazione costi/benefici che dovrebbe sottendere ogni scelta sulla realizzazione di un’opera pubblica dal livello comunale a quello nazionale.
Si trattava di un rigore che era scientifico e al tempo stesso morale. Uno sguardo verso il futuro che non può prescindere dalla salvaguardia di un bene non riproducibile come è il paesaggio frutto del lavoro dell’uomo nel corso dei secoli. Nel suo impegno non c’era niente di nostalgico ma c’era la convinzione che il benessere di una comunità nasce dalla qualità del suo territorio.
In questi oltre 40 anni di conoscenza le nostre traiettorie politiche si sono incontrate e scontrate varie volte ma sempre nel rispetto reciproco e credo che mancherà a molti la sua passione, la sua volontà di combattere per ciò che riteneva giusto.
Ha dedicato tutta se stessa al territorio che amava e per questo ci mancherà molto. Il suo esempio e la sua passione saranno però indimenticabili. Un abbraccio ad Amos ed Emilio in questo momento di tristezza per tutti.
Leonardo Romagnoli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 marzo 2023



