PALAZZUOLO SUL SENIO – I consiglieri comunali di “Palazzuolo Viva” Giovanni Matteotti, Rodolfo Ridolfi e Cristano Talenti, con un’interrogazione, sollevano il problema del corretto utilizzo della chiesa di Sant’Antonio. Che, ricordano, è ancora chiesa consacrata, e quindi non può ospitare ogni tipo di eventi e iniziative.
Così nell’interrogazione rpremettono che “l’antica chiesa di Sant’Antonio di proprietà del Comune è luogo sacro come pure lo spazio aperto adiacente alla chiesa, noto come sagrato, appartiene al luogo di culto consacrato” e si aggiunge che “mentre esiste un rito religioso per consacrare una chiesa, non esiste un vero rito di sconsacrazione ma possono essere dichiarate dal vescovo “chiuse al culto”, a quel punto vengono tolti tutti gli oggetti sacri”, che invece di recente sarebbero stati reintrodotti.
I tre consiglieri di Forza Italia aggiungono altri particolari: “che nella chiesa in base al diritto canonico 1210,1211,1212 è vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo e che altri usi che non siano l’esercizio e la promozione del culto, della pietà, della religione purché non contrari alla santità del luogo (concerti di musica colta e mostre di arte) possono essere consentiti dall’Ordinario del luogo”.
Ed ecco il problema: “alcuni cittadini lamentano che l’amministrazione comunale avrebbe celebrato matrimoni civili anche all’interno della Chiesa e Unioni civili nell’area aperta adiacente la Chiesa; che la Chiesa sarebbe stata usata come punto di ristoro per i corridori del trail del cinghiale fatti transitare sotto il loggiato”.
Così il gruppo consiliare di minoranza, dopo aver sottolineato “che i locali della chiesa necessitano di restauri e che l’allarme deve essere rimesso in funzione” e che “la chiesa può essere utilizzata esclusivamente per i matrimoni religiosi e gli altri sacri riti e previa autorizzazione per mostre e concerti ed altri utilizzi compatibili con la sacralità del luogo”, interroga il sindaco per conoscere “che intenzioni abbia l’Amministrazione circa la necessità dei lavori in premessa e soprattutto, nel caso in cui il Vescovo non ritenga di chiuderla al culto, come intenda assicurare che la chiesa non venga profanata con attività contrarie alla sacralità del luogo e offensive per i sentimenti religiosi dei cattolici”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 dicembre 2019


