BORGO SAN LORENZO – Nell’ambito dello sviluppo turistico, la Variante del Piano Operativo Comunale di Borgo San Lorenzo in realtà conferma gli indirizzi già presenti nel documento della vecchia giunta, “riconoscendone la forte vocazione legata alla presenza di risorse storiche, paesaggistiche, ambientali, culturali ed enogastronomiche”.
Il modello di sviluppo turistico descritto del POC è “orientato verso forme di ospitalità qualitativa e non seriale – si legge nel documento della Variante -, in grado di intercettare le nuove tendenze del turismo contemporaneo, con particolare attenzione al turismo culturale e riflessivo, al turismo lento e ambientale e alle forme di fruizione connesse ai circuiti enogastronomici e alle architetture rurali di pregio”.
Confermate pertanto le strategie sulla valorizzazione delle reti territoriali di mobilità dolce e dei percorsi escursionistici, anche attraverso il rafforzamento dei sistemi ciclabili e pedonali, il potenziamento delle opportunità di collegamento con le infrastrutture ferroviarie esistenti.
Nel POC in tal senso è presente anche un punto riguardante la frazione di Casaglia, che l’amministrazione ha deciso di non toccare: “La Variante conferma le previsioni relative alle quote di ricettività turistica già individuate nelle schede di trasformazione territoriale, in particolare con riferimento all’area di trasformazione di Casaglia, la cui finalità è quella di favorire la rivitalizzazione della frazione mediante la previsione di una duplice destinazione d’uso dell’edificio interessato. L’intervento è orientato a mantenere la funzione di servizio di frazione, sia in termini di attività di piccolo commercio e circolo di aggregazione sociale, sia in termini di offerta turistico-ricettiva, al fine di garantire continuità alla capacità di accoglienza dell’area per la fascia di visitatori che percorrono le reti escursionistiche del territorio”.
Dello stesso avviso anche la valutazione fatta su due immobili storici di Borgo San Lorenzo: l’Ex Ospedale di Luco di Mugello ed il complesso del Monastero di Santa Caterina: “la Variante conferma le previsioni di ricettività turistica già individuate nelle schede relative” si spiega nel documento, sottolineando come saranno mantenute “le quote destinate a funzioni turistico-ricettive al fine di preservare e valorizzare la dimensione dell’ospitalità territoriale, in coerenza con il ruolo di questi ambiti come punti di riferimento per il turismo lento e per la fruizione culturale e naturalistica del Mugello”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 giugno 2026



