
FIRENZUOLA – Anche Marco Menicatti, preside dell’Istituto superiore Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, interviene, a titolo personale, sulla vicenda del blocco delle attività teatrali all’interno del “Cimitero militare germanico” della Futa, parlando di “motivazioni che non convincono e che fanno paura”, e invitando invece i vari soggetti coinvolti a mettersi ad un tavolo per trovare una soluzione. Di seguito la sua lettera aperta:
Sono Marco Menicatti e vi scrivo la presente lettera aperta esclusivamente a titolo personale come cittadino, e non in rappresentanza dell’istituzione scolastica IIS Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo (Licei e Istituto Tecnico) che dirigo.
Nella nota vicenda del divieto, annunciato dall’associazione tedesca per la cura delle tombe di guerra, delle rappresentazioni teatrali della compagnia “Archivio zeta” di Bologna all’interno del “Cimitero militare germanico” al Passo della Futa nel Comune di Firenzuola, ci sono aspetti poco chiari sui quali vi chiedo:
1) Sono 23 anni che “Archivio zeta” e il “Cimitero militare germanico” collaborano per la realizzazione di spettacoli teatrali sempre incentrati sul dramma della natura umana, che trovano proprio in quello scenario la sede appropriata per portare il pubblico (si tratta di migliaia di spettatori ogni anno) a riflettere sulla crisi della civiltà occidentale, sugli orrori delle guerre e dei totalitarismi.
Cosa è successo adesso di nuovo, per cui si vietano gli spettacoli?
La motivazione della decisione della Volksbund riportata sulla stampa parla di dipendenti del cimitero e familiari dei caduti che ritengono da quest’anno inconcepibile l’uso del cimitero come ’spazio di senso’ per spettacoli teatrali, perché luogo deputato unicamente al silenzio. Motivazione che non convince proprio, perché gli scopi della Volksbund riportati nel suo stesso Statuto e i temi portati in scena negli anni da Archizio Zeta si sposano alla perfezione. Leggo nello Statuto all’art.2 comma 2:
● promozione dell’assistenza alle vittime della guerra, promozione della memoria delle persone perseguitate, delle vittime della guerra e delle catastrofi, nonché promozione dei servizi di ricerca delle persone scomparse;
● promozione dello spirito internazionale, della tolleranza in tutti gli ambiti della cultura e dell’idea di comprensione tra i popoli;
● promozione dell’educazione e della formazione della popolazione
● promozione dell’arte e della cultura
● promozione dell’assistenza ai giovani
● promozione della scienza e della ricerca
● promozione della tutela e della conservazione dei monumenti
● promozione della tutela del patrimonio locale e degli studi sulla storia e la cultura locale
● promozione delle tradizioni culturali, nonché dell’assistenza ai soldati e ai riservisti
● promozione generale dell’ordinamento democratico dello Stato
E proprio nello stesso Statuto della Volksbund all’art.2 comma 4 si legge:
“Lo scopo della Fondazione viene perseguito in particolare attraverso:” …. “l’organizzazione di manifestazioni musicali, concerti e spettacoli teatrali, nonché di eventi commemorativi e di onorificenze di qualsiasi tipo in relazione agli scopi indicati al § 2, comma 2.”
2) Perché non spiegare, a chi si è lamentato, il significato dello Statuto della Volksbund e del realizzare questi spettacoli proprio al cimitero Germanico?
Si leggono le dichiarazioni dei politici: chi plaude al divieto perchè sono stati trovati rifiuti di cibo e lattine oppure perchè nei cimiteri bisogna stare zitti e basta; e chi sostiene incondizionatamente Archivio Zeta, senza prendere neanche in considerazione una sua possibile responsabilità, in nome della libertà assoluta dell’arte e della cultura.
Credo che la questione non debba proprio rimanere sulla polemica di parte politica tra amministratori locali, ma meriti di essere approfondita e risolta per ridare un senso ben più ampio a cosa significhi oggi fare teatro drammatico in un luogo simbolo della memoria dell’orrore della Seconda Guerra Mondiale, con le sue 30000 tombe di soldati tedeschi, e come monito per fermare tutte le guerre.
Quelli di Archivio Zeta sono spettacoli alti e drammatici, ma rivolti al popolo, soprattutto a chi non è solito andar nei teatri: perchè a vedere gli spettacoli di Archivio Zeta d’estate a 1000 metri s.l.m. si viene anche dalle città di pianura a cercare un po’ di fresco.
Quindi, se è questione davvero di educazione spicciola, nel non lasciare lattine e cartacce tra le tombe, nel non fare schiamazzi oppure di accordi non rispettati, mettetevi a un tavolo e trovate regole nuove (economiche? Comportamentali? Organizzative?) nella vostra convenzione.
3) Se ne aveste bisogno, mi offro ben volentieri come mediatore apartitico, nelle vostre interlocuzioni.
4) Volksbund Deutsche Kriegsgraeberfuersorge e Archivio Zeta, mi resta un tarlo nella mente: spero proprio che il divieto non sia stato innescato, dopo 80 anni di pace, da qualche seminatore di odio nazionalistico che sogna di erigere nuovi muri in luoghi dove non vi sono più. …sarebbe un gran problema per la libertà di tutti!
Resto in attesa di una Vostra risposta.
Saluti
Marco Menicatti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Agosto 2026


