SCARPERIA E SAN PIERO – La passione per il volo. Dal modellismo all’idea di costruirsi “un aereo vero”. Poi il conseguimento del brevetto di volo. Bruno Ducci, Poppy e l’Araba Fenice, una storia sanpierina, d’ingegno e, perché no, “di goliardia senza tempo”.
Prima un nome ed un cognome, Bruno Ducci. Classe 1931, sanpierino, che già all’età di tredici anni si dilettava in impegnative costruzioni di modellismo, fra cui un porto con le relative strutture, le navi, i veicoli, e, appunto, gli aerei. Un lavoro apprezzato, tanto da meritargli l’esposizione alla Mostra dell’Artigianato di Firenze. Una passione protrattasi nel tempo, con la realizzazione di diversi modelli, dalla scala 1/87 a quella 1/10, alcuni radiocomandati, comunque tutti da lui conservati.
Ma il suo sogno era quello del volo. Ed allora nel 1985, dopo aver conseguito il brevetto di volo all’aviosuperfice di Galliano di Mugello, di cui è stato uno dei soci fondatori, con l’aiuto di alcuni amici (Andrea Cappelli, Gino Giovannini, Renzo Benassi, Giuliano Toccafondi, Luciano Giovannini), decide di costruire “un aereo vero”.
La scelta cade sulla tipologia di un ultraleggero, il modello della società americana Fischer, in legno e tela in dacron, acquistando i disegni ed i manuali d’uso, tuttavia modificandoli ed adattandoli alle proprie esigenze costruttive e strutturali. E da subito venne battezzato Poppy. Ecco le parole di Bruno: “Con quattro disegni, Poppy è stato costruito nel laboratorio sotterraneo dell’albergo La Felicina, in due anni”. Prosegue: “Poppy ha visto la luce nel 1987 e il suo primo volo fu ovviamente all’aviosuperfice di Aldo Modi (a Figliano, n.d.r.)”.

Non tutto però è andato liscio. Qualche inconveniente (voli di prova, modifiche, adattamenti) ed un paio d’incidenti che obbligarono a sostanziali riparazioni di Poppy. Poi nel 1989, un nuovo progetto. Bruno acquista quel che resta di due Challenger, in alluminio ed incidentati, per creare un modello da subito battezzato Araba Fenice. Continua Bruno: “Una vera sfida. Araba Fenice è un mix fra i due Challenger originari, una scommessa costruttiva per il recupero, il rifacimento e l’adattamento per consentire all’Araba Fenice di volare. E’ stato anche progettato un sistema originale per mettere le ali ‘a riposo’ prendendo una forma ‘a libellula’ in modo da poter consentire un facile rimessaggio nell’hangar nonché altre modifiche ingegneristiche che ne fanno un esemplare unico.“.
Interessante, avvincente. E allora non resta che andare a vedere questi due “aerei veri”, a partire da domenica 11 settembre e fino a domenica 16 ottobre, nell’esposizione a San Piero a Sieve, prima in piazza Colonna e poi nel giardino dell’albergo La Felicina, laddove, al suo interno, sarà allestita anche una mostra con le foto della costruzione, dei voli, delle tavole di progetto, degli appunti. Soprattutto potrà essere l’occasione di farsi raccontare proprio da Bruno questa storia vissuta.

Ricapitoliamo. Domenica 11 settembre 2016, per l’intera giornata, Poppy e Araba Fenice saranno collocati in piazza Colonna, davanti all’albergo La Felicina, in concomitanza con il mensile appuntamento di Mercanzie in Piazza, dalle 10.00 alle 22.00. Alle 18.00 sarà offerto un brindisi.
La mostra rimarrà aperta in orario 15.00-19.00 fino al 16 ottobre 2016
Info mostra: Albergo La Felicina, Piazza Colonna, 14 – San Piero a Sieve (FI)
Telefono 055 8498181 – mail [email protected]
https://www.facebook.com/lafelicina.famigliaducci
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 09 settembre 2016



