MUGELLO – Sarà “porta a porta” la raccolta differenziata dei rifiuti nei comuni mugellani. Ormai lo sappiamo, sono anni che ce lo dicono. Troppi anni, in verità. Anno scorso i sindaci fecero sapere che nel 2017 si sarebbe davvero iniziato. Ma niente da fare. Adesso si parla del 2018. Pagheremo di più il servizio, perché il “porta a porta” è modalità più costosa (anche se a bilanciare dovrebbero esservi i ricavi per i materiali riciclati…), ma faremo del bene all’ambiente diminuendo il carico dei rifiuti, che alla fine non sapremmo più dove mettere.
Se la data di avvio del “porta a porta” si allontana, i comuni stanno lavorando già all’organizzazione concreta del servizio. Il sindaco di Vaglia Leonardo Borchi su Facebook stamani rivela alcuni particolari, e anche alcune problematicità. Si scopre ad esempio che sarà un “porta a porta” a metà, ovvero che non tutti i cassonetti scompariranno dalle strade, e rimarranno le campane del vetro (sperando che la gente non ci butti anche plastica e quant’altro); e che in certi periodi l’umido verrà ritirato una sola volta la settimana. Riportiamo qui lo scritto di Borchi. Certe cose è bene saperle in anticipo…
PAYT
Acronimo inglese. Sta per “Pay As You Throw”.
E’ riferito al sistema della tariffa puntuale attuata sul conferimento dei rifiuti urbani.
Vuol dire, vorrebbe dire è più corretto: “Ti faccio pagare per quanto insudici”.
Si applica alla differenziata ed al controllo della produzione di rifiuti che ogni utente fa. In vero non si paga per la quantità di nettezza prodotta (ecco qui l’opportunità del condizionale!), né in volume, nè tanto meno in peso. Però a chi vuota meno cassonetti di “grigio”, di indifferenziata, gli viene attribuito un bonus, uno sconto, sulla tariffa.
Di questo si è parlato a lungo, questo pomeriggio, con alcuni tecnici di ALIA Spa. Il gestore della raccolta dei rifiuti.
Ci hanno presentato la mappa delle strade e la loro penetrazione da parte del servizio di raccolta porta a porta. La mappa è stata realizzata considerando che il servizio si fa sulle strade pubbliche, di proprietà e di uso pubblico e solo eccezionalmente su quelle private, con l’assenso e la liberatoria da parte dei proprietari. Se il numero delle utenze è consistente e ci sono le caratteristiche strutturali per farlo: larghezza della strada, area di manovra per i mezzi speciali, ect.
Su queste strade la raccolta avviene letteralmente porta a porta. Negli altri casi, per le case sparse, allora sono stati individuati dei PA: punti di accumulo, dove i singoli utenti portano il proprio cassonetto personalizzato (io l’ho a 2 km di distanza, oggi il cassonetto stradale è a 4, che guadagno!).
Per questo ci sarà un cassonetto per le tipologie di rifiuto indifferenziato, umido, carta, un sacchetto per il multimateriale, plastica e metalli leggeri (lattine di alluminio, film…) che avranno attaccato un trasponder con cui la macchina legge un codice accoppiato all’utente. Ogni svuotamento sarà registrato e caricato su un data base. Per cui si conoscerà immediatamente quanti conferimenti in un anno il tale utente avrà effettuato di grigio, di umido…
Il vetro, no. Questo sarà ancora raccolto con le campane stradali. A Vaglia se ne ipotizzano una quarantina.
Ci sono diversi aspetti da mettere a fuoco. Quando su un punto di accumulo convergono più di 10/12 cassonetti e questi devono essere depositati a giornate intere, in successione tra loro per tipologia, come facciamo a mitigare l’impatto ambientale ed estetico sicuramente non edificante? Possono essere mascherati con siepi, con gabbie.
Rimane comunque il problema che occupano molto posto, anche se si presume di esser in campagna magari ad un crocevia.
Per essere in campagna, appunto, c’è l’altro problema del saccheggio da parte di cinghiali o cani randagi. Il cassonetto dell’umido a questo scopo ha una chiusura a prova di tali animali. Comunque non può essere esente da fracassamenti ad opera di cinghiali della giusta stazza.
Alternativa? Cassonetto appeso all’albero, ad un palo in una rastrelliera… Le soluzioni sono molteplici e fantasiose.
C’è un elemento discutibile nel capitolato con cui l’ATO (il consorzio dei comuni) ha messo a gara il servizio. Poi vinto dalle quattro società che hanno formato ALIA. E’ previsto che per 6 mesi l’anno, quelli autunnali ed invernali, a Vaglia (c’è una percentuale diversa per ogni comune, per esempio Borgo San Lorenzo solo l’8%, Vicchio più di noi) il 21,4 % delle utente avranno dimezzato le svuotature: quindi a novembre, per esempio, l’umido sarà ritirato non due, ma una sola volta alla settimana.
Questo perché nei 248 milioni di euro all’anno con cui ALIA ha vinto l’appalto per tutta la Toscana Centro (più o meno 67 comuni) i costi erano valutati secondo questa modalità di servizio.
Aspettiamo di sapere il criterio con cui l’ATO ha effettuato questa scelta e la quantificazione della percentuale.
Poi saremo noi dell’Amministrazione che dovremo scegliere chi farà parte di questo elenco.
Comunque calmi… non si parla di mettere mano al porta a porta prima del 2018. E piuttosto in là.
Augh.
Sindaco Leonardo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 maggio 2017





