
MUGELLO – Presto in Mugello arriverà una nuova associazione, specializzata nei servizi di emergenza e di aiuto sociale, la Croce Rossa. Lunedì 15 Giugno al castello di Cafaggiolo si è tenuto un evento, con cittadini e imprenditori mugellani, per la presentazione del progetto e la raccolta di adesioni. Abbiamo chiesto al Presidente del Comitato Regionale Toscana di Croce Rossa Italiana Lorenzo Andreoni di spiegare le ragioni della scelta di aprire una sede in Mugello, e quali sono le caratteristiche e le specificità dell’azione della Croce Rossa
Presidente Andreoni, si parla sempre più concretamente dell’arrivo della Croce Rossa nel Mugello. Come nasce questa idea?
Nasce da una riflessione molto semplice: il Mugello è una delle aree più importanti della Toscana per estensione, popolazione e complessità territoriale, ma oggi la presenza della Croce Rossa è limitata al Comitato di San Godenzo, che svolge un lavoro prezioso sulla Montagna Fiorentina. Nella parte centrale del Mugello, invece, la Croce Rossa è sostanzialmente assente.
La Croce Rossa è il movimento umanitario più diffuso al mondo, presente in 191 Paesi attraverso le Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Siamo presenti nei contesti più remoti e difficili del pianeta, ma riteniamo che la vicinanza alle persone debba partire anche dai territori che viviamo ogni giorno. Per questo ci è sembrato naturale interrogarci su come rafforzare la nostra presenza proprio nel cuore della Toscana, in un’area importante e strategica come il Mugello.
Abbiamo quindi ritenuto necessario avviare un percorso che permetta di essere più vicini ai cittadini e alle istituzioni locali.
Qualcuno potrebbe interpretare questa scelta come una volontà di introdursi in un territorio già presidiato da altre associazioni storiche.
È esattamente il contrario. La Croce Rossa non arriva per sostituire nessuno né per sottrarre spazi ad altre realtà del volontariato. Il Mugello ha una tradizione associativa straordinaria, fatta di Misericordie, Pubbliche Assistenze e tante altre organizzazioni che ogni giorno svolgono servizi fondamentali. Il nostro obiettivo è aumentare la capacità complessiva di risposta sul territorio, non redistribuire quella esistente. Vogliamo metterci a disposizione delle comunità locali e lavorare in piena collaborazione con tutti. Dove esistono già servizi consolidati, la nostra intenzione è affiancarli e integrarli, non duplicarli.

Quali saranno quindi gli ambiti nei quali la Croce Rossa potrà dare un contributo specifico?
Sicuramente la Protezione Civile e il sociale. Negli ultimi anni il Mugello è stato interessato da eventi che hanno messo in evidenza la necessità di rafforzare la presenza di organizzazioni strutturate sul territorio. Penso alle alluvioni che hanno colpito Marradi e Palazzuolo sul Senio, ma anche alle emergenze meteorologiche che sempre più frequentemente interessano l’Appennino. Per non parlare del fatto che il Mugello è comunque una zona classificata a rischio sismico. La Croce Rossa dispone di competenze, mezzi e volontari specializzati nella gestione delle emergenze, nella logistica, nell’assistenza alla popolazione evacuata, nel supporto alle amministrazioni comunali e nella formazione della cittadinanza sui temi della prevenzione e della preparazione alle emergenze.
Sul fronte sociale, invece, vediamo bisogni crescenti legati all’invecchiamento della popolazione, alla solitudine e alle nuove fragilità economiche e relazionali. Sono ambiti nei quali possiamo portare esperienze maturate in tutta la Toscana.
Quindi non parliamo necessariamente di servizi sanitari o di emergenza-urgenza.
Non sono quelli il punto di partenza. Dove esistono servizi già ben organizzati non avrebbe senso sovrapporsi. Il nostro primo obiettivo è costruire una presenza territoriale fatta di volontari formati, attività sociali, Protezione Civile, supporto alle comunità e capacità di risposta alle emergenze perchè abbiamo identificato questo bisogno. Poi saranno le necessità del territorio, condivise con sindaci, associazioni e cittadini, a indicare eventuali sviluppi futuri.
Un altro ambito sul quale intendiamo investire molto è quello dei giovani. Per la Croce Rossa i giovani non rappresentano soltanto il futuro dell’Associazione, ma soprattutto il suo presente. Vogliamo offrire ai ragazzi del Mugello occasioni di formazione, cittadinanza attiva, educazione alla salute, educazione alla pace e partecipazione alla vita della comunità, affinché possano essere protagonisti del cambiamento nei propri territori.
Anche sul fronte della Protezione Civile esistono ambiti innovativi nei quali la Croce Rossa può mettere a disposizione competenze specifiche. Penso, ad esempio, alle attività di salvaguardia dei beni culturali in emergenza, un settore sempre più importante in una regione come la Toscana, ricca di patrimonio storico, artistico e identitario da proteggere in caso di calamità naturali.

Perché proprio adesso?
Perché, come dicevo, le emergenze degli ultimi anni ci hanno mostrato con chiarezza che esiste uno spazio da colmare. Quando si verificano eventi complessi, avere una struttura radicata sul territorio fa la differenza. Significa conoscere le comunità, sapere dove intervenire, poter contare su volontari residenti nei comuni interessati e garantire una risposta più rapida ed efficace.
Inoltre abbiamo registrato un crescente interesse da parte dei cittadini del Mugello verso la Croce Rossa. Ci sono già volontari residenti nell’area che operano in altri Comitati e numerose persone che hanno manifestato la volontà di iniziare un percorso associativo. È un segnale importante che non vogliamo lasciare senza risposta.
Come pensate di organizzarvi concretamente sul territorio?
Stiamo lavorando a un modello di presenza diffusa, che consenta di essere vicini ai cittadini senza creare strutture sovradimensionate. Un elemento molto importante è la collaborazione già avviata con Ferrovie dello Stato, grazie alla quale stiamo valutando il recupero e la valorizzazione di alcuni immobili ferroviari non più utilizzati.
L’ipotesi progettuale prevede la realizzazione di presidi territoriali a San Piero a Sieve, che potrebbe diventare la sede principale del futuro Comitato del Mugello, oltre a Borgo San Lorenzo e Vicchio. Si tratta di punti strategici, facilmente raggiungibili e ben collegati, che consentirebbero di sviluppare attività sociali, formative e di Protezione Civile con costi contenuti e grande attenzione alla sostenibilità.
Naturalmente il percorso dovrà essere condiviso con le amministrazioni locali e con tutti i soggetti coinvolti, ma riteniamo che questa possa essere una soluzione intelligente per riportare spazi inutilizzati al servizio della collettività.
Quali saranno i prossimi passi e quando i cittadini potranno vedere i primi risultati concreti?
Siamo ancora nella fase di ascolto e condivisione con il territorio, che per noi è fondamentale. Le riunioni pubbliche che abbiamo organizzato serviranno proprio a raccogliere idee, disponibilità e contributi da parte di cittadini, associazioni e istituzioni.
L’obiettivo è quello di arrivare entro l’estate a definire il percorso organizzativo e individuare almeno una sede operativa. Se i tempi amministrativi e tecnici lo consentiranno, già da settembre vorremmo avviare i primi corsi di accesso alla Croce Rossa direttamente nel Mugello, iniziando così a formare i nuovi volontari che costituiranno il nucleo della futura presenza associativa sul territorio. Non si tratterà soltanto di formare soccorritori, ma di costruire una comunità di volontari capace di operare nei settori sociale, giovanile, della Protezione Civile e della tutela del patrimonio culturale, mettendo a disposizione del territorio competenze sempre più diversificate
Sarebbe un segnale molto importante poter accogliere i primi aspiranti volontari in una sede già pronta e riconoscibile, che possa diventare da subito un punto di riferimento per la comunità. Naturalmente procederemo passo dopo passo, ma la volontà è quella di trasformare rapidamente l’interesse che stiamo registrando in una presenza concreta e operativa.
Il progetto richiederà anche un importante sostegno da parte della comunità locale.
Assolutamente sì. Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutte le realtà che hanno partecipato alla cena di beneficenza privata organizzata nei giorni scorsi a Cafaggiolo per sostenere concretamente questo percorso.
La risposta è stata molto incoraggiante e dimostra come il Mugello creda nella collaborazione tra associazioni, istituzioni, imprese e cittadini. Le risorse raccolte serviranno a supportare le varie fasi del progetto: dall’allestimento delle sedi alla formazione dei volontari, dalle attività di promozione sul territorio fino all’acquisto delle prime attrezzature necessarie per rendere operativi i nuovi presidi.
È un segnale importante perché dimostra che questo non è il progetto della Croce Rossa, ma un progetto che nasce insieme al territorio e per il territorio.
Come immagina la Croce Rossa del Mugello tra qualche anno?
La immagino come una realtà profondamente integrata nel tessuto locale, capace di collaborare con tutte le istituzioni e tutte le associazioni del territorio. Una Croce Rossa che contribuisce a rendere il Mugello più sicuro, più resiliente e più attento alle fragilità sociali.
Se il progetto andrà avanti, il successo non si misurerà dal numero di mezzi o di sedi aperte, ma dalla capacità di costruire una rete ancora più forte tra volontariato, enti pubblici e cittadini. È questo il vero obiettivo: non occupare spazi, ma creare nuove opportunità di servizio per il bene della comunità.
Un ultimo messaggio ai cittadini del Mugello?
La Croce Rossa arriva con spirito di ascolto e collaborazione. Non portiamo soluzioni preconfezionate, ma la disponibilità a lavorare insieme per rispondere ai bisogni del territorio. Il Mugello ha dimostrato in molte occasioni una straordinaria capacità di solidarietà e noi vogliamo semplicemente contribuire a rafforzarla.
Per questo invito tutti i cittadini interessati, le associazioni, le istituzioni e chiunque voglia conoscere meglio il progetto a partecipare alle prossime riunioni pubbliche di presentazione della Croce Rossa nel Mugello. Saranno occasioni per confrontarsi, fare domande, avanzare proposte e costruire insieme un percorso condiviso. La Croce Rossa sarà tanto più utile quanto più riuscirà a diventare patrimonio dell’intera comunità mugellana. Per questo il dialogo e la partecipazione saranno il primo passo del nostro cammino.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 giugno 2026





