
VICCHIO – Il Comune di Vicchio è stato multato dal Garante della Privacy a causa dell’apparecchio che, circa due anni fa, era stato installato in Municipio per il rilevamento delle presenze dei dipendenti comunali. Una sanzione di 8mila euro, che potranno essere ridotti della metà se il pagamento sarà effettuato nei termini previsti. La macchina era stata scelta per superare il sistema dei badge e utilizzava il rilevamento dell’impronta digitale tramite algoritmo; quindi avrebbe dovuto dare maggiori garanzie in merito alla persona che effettivamente marcava l’entrata o l’uscita.
L’assessore Laura Bacciotti, con delega al Personale, spiega che la cosa era stata pensata dai responsabili degli uffici come un’innovazione, ma che poi è stata tolta dopo poco più di un mese per tornare al tradizionale sistema del badge. Purtroppo, spiega Bacciotti, quando fu installata non furono prese tutte le autorizzazioni necessarie, e da qui sono sorti il problema e poi la multa. Alla fine, conferma Bacciotti, in accordo anche con le RSU è stata tolta e rimessa quella tradizionale con il badge.
Sulla questione interviene l’amministrazione comunale di Vicchio: “Il sistema di rilevazione presenze con impronta digitale, sotto forma di algoritmo, è stato attivo poco tempo, ed era stato adottato sulla base della cosiddetta legge concretezza n 56/2019 che introduceva nuove modalità per contrastare il fenomeno dell’assenteismo negli edifici pubblici e di quanto previsto da un provvedimento del Garante del 2014, quindi in quel momento consentito. Questo errore è stato indotto dalla complessità del quadro normativo, che era in evoluzione dopo i vari casi dei “furbetti del cartellino” accaduti a livello nazionale e anche dalle difficoltà che si sono dovute affrontare nella delicata gestione dell’emergenza Covid.
Il sistema, impostato per dare la massima sicurezza e nel rispetto degli interessati, è stato utilizzato per pochi mesi, dal 17 agosto 2020 all’11 gennaio 2021, peraltro per soli 11 giorni dopo l’abrogazione di un articolo della legge 56/2019, intervenendo con rapidità per ripristinare l’ordinario sistema di rilevazione delle presenze. I dati comunque sono stati definitivamente cancellati”.
La memoria difensiva, presentata dal Comune, non ha convinto il Garante per la Protezione dei Dati Personali, che ha sanzionato l’amministrazione, rilevando “l’illiceità del trattamento effettuato dal Comune di Vicchio”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Marzo 2023






4 commenti
Questi piccoli burocrati si sentono onnipotenti e si mettono a fare gli Sherlock Holmes.
Spero che gli 8000 euro di multa comminati al comune di Vicchio vengano pagati dalla signora Bacciotti, responsabile del pasticcio.
Bravi, complimenti! Si nota subito lo “scaricabarile” da parte della plurinominata Assessora (già assessore al Bilancio, al tempo della “sanzione” al Comune di Vicchio per il rilievo della Corte dei Conti sull’operato dei bilanci nella passata legislatura, danno economico spalmato negli anni sui cittadini di Vicchio): “la cosa era stata pensata dai responsabili degli uffici come un’innovazione”…ma cara Signora, lei cosa ci sta a fare ? Un assessore con delega al personale non ha nessuna voce in capitolo? Non era a conoscenza? Nessuna responsabilità? Purtroppo, troppo spesso si “gioca facile” pagando e difendendosi con i soldi dei cittadini; spero vivamente che, questa volta, le responsabiltà siano esclusivamente PERSONALI, evitando il solito ristoro a danno dei cittadini. Vedremo gli sviluppi futuri, per fortuna esiste anche una opposizione politica molto attiva e sensibile in Consiglio, che dovrà sicuramente chiederne conto. Buon lavoro.
Non mi riesce di capire dove sia il dolo consumato dal cumune di vicchio che vuol esser certo che i dipendenti siano al lavoro nei tempi stabiliti.
Non c’è dolo ma stupidità presunzione. Quanto poi a monitorare entrate e uscite dei dipendenti esistono tutt’ora i badge personali e gli orologi marcatempo. Se non ci si fida dei dipendenti e si pensa che siano dei furbetti del cartellino allora si piazzano delle telecamere.
Le impronte digitali le prende la polizia quando sei arrestato o entri in galera.
E infine:ma mentre succedeva tutto questo arrosto il Signor Sindaco dov’era?