MUGELLO – E’ ufficiale. Per la prossima elezione a presidente della ‘Unione Montana dei comuni del Mugello (UMCM), il partito di maggioranza locale, il PD, ha scelto. Sarà Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, ad essere l’unico candidato. Si chiude così la querelle, tutta interna a quel partito, che aveva fatto trasalire apparato e simpatizzanti. Tutto rientra nella normalità. Ma non era uno scherzo, in ballo c’era e c’è tanto.
E’ finita, o almeno così appare. Dal conclave “piddino” alla fine è arrivata l’attesa fumata bianca. Con un nome per l’investitura. Quello di Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, socialista di vecchia data, democratico recente. Neofita nel partito ispirato da Gramsci, militarizzato da Togliatti, fortificato da Berlinguer, addolcito da Veltroni, sgrammaticato da Bersani, incipriato da Renzi. Certo non è più tempo del pensiero unico. Oggi ci sono frange che si rifanno a visioni diverse di politica e di amministrazione della cosa pubblica. Ma resta il dogma sul controllo assoluto del Mugello. Ovvio, per volere degli elettori. Particolare, questo, sempre da ribadire.
La cronaca narra di una decisione presa fra l’apparato del partito ed i sindaci. Lo ha riportato il segretario di zona Marco Recati. Parrebbe, il condizionale è d’obbligo, che tutto sia maturato dal passo indietro fatto dall’altro pretendente alla scranna di presidente dell’UMCM, Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero. Ma, forse, più che soffermarsi sulle improbabili movenze da gambero sarebbe meglio parlare di mancato passo avanti. Nel senso che Ignesti, ci dicono per responsabilità, sembra abbia preferito rinunciare e riporre il ferro tagliente della sua candidatura nel museo del Palazzo dei Vicari. Si sa, Scarperia famosi per i coltelli. Da oggi anche per la vocazione al “beau geste”.
Sicché niente cappa e spada, o ferro tagliente che sia. Nessuna singolar tenzone. Smorzata la rabbia, riposto l’orgoglio. Pace e bene, amore e intese, più o meno larghe, nell’interesse del territorio. Ignesti lascia dopo due anni e mezzo. Omoboni avanza. Così alla recente carica di presidente del Gal-Start (società a prevalente capitale pubblico che opera nel reperimento di fondi per investimenti sul territorio) a breve, salvo nuove ed imprevedibili sorprese, andrà ad aggiungere anche questa, ben più prestigiosa. Acchiappatutto.
Ma, aldilà dell’evidente ed inevitabile ironia, la partita per la nomina a presidente dell’UMCM porta dentro di sé la difficile e irrimandabile questione sul futuro di questo nostro territorio. Temi rilevanti che invocano decise prese di posizione e progettualità politica. L’assetto amministrativo della zona con l’incentivo verso la fusione fra Comuni. Un maggior peso istituzionale affinché il Mugello non sia figlio negletto della Città Metropolitana fiorentina. Servizi e società partecipate. Insomma, qualcuno potrà obiettare che siano problematiche e tematiche di sempre, antiche. Si è vero Ma se siamo ancor oggi a parlarne, o a rimarcarle, ebbene, vuol dire che poco, o niente, è stato fatto per risolverle o semplicemente per affrontarle.
Dunque, con buona pace per i consiglieri dei gruppi di minoranza, presenti nell’assemblea dell’UMCM, che difficilmente nel suffragio elettivo potranno sovvertire lo stato delle cose di fatto, Paolo Omoboni arriverà a trasformare l’investitura in nomina. La curiosità di vederlo all’opera è tanta, soprattutto per valutarne i risultati.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 febbraio 2017





