MUGELLO – In effetti è l’unico partito con una reale organizzazione sul territorio, almeno sul nostro, e riesce a coinvolgere nelle proprie iniziative tanti militanti e simpatizzanti. Certo, tutto è discutibile e migliorabile. Ancora una volta si parla del Partito Democratico soffermandoci sui dati della recente consultazione per eleggere il nuovo segretario nazionale. Quindi lasciamo lo spazio ai numeri, ovviamente quelli locali, perché senza questi le parole e i commenti hanno poco significato.
Il Partito Democratico chiama a raccolta, il popolo dei gazebo risponde. Comunque tanta gente. Poi, fiumi di parole, fra commenti e analisi, accompagnate da tante immagini, troneggiano sulle prime pagine dei giornali e monopolizzano le scene sui video. Però, aldilà delle gratuite ironie e della dissimulazione organica, dettata dall’invidia di altri soggetti politici nel non saper emulare questo esercizio di democrazia, adesso si deve capire il reale valore di questo evento. La storia ci insegna, traendo lo spunto proprio da un’icona della politica di sinistra, Pietro Nenni, che le piazze piene, o meglio i gazebo affollati, secondo una personale rivisitazione contemporanea, non sono sinonimo di future vittorie elettorali. Anzi, in più di una occasione sono state il prodromo per cocenti delusioni. Tradotto, una parte del popolo, quello sornione, vince sull’attivismo di tanti il cui numero però, alla fine, quando cioè si fa sul serio, risulta esserne inferiore. L’aritmetica è la base della democrazia.
Eccoci dunque ai numeri di queste primarie, aggregati secondo il confine territoriale dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello. Nel 2013, l’anno del confronto fra Renzi, Cuperlo e Civati i votanti furono 8153. A seguire, nel 2017 nella competizione fra Renzi, Orlando e Emiliano votarono in 4311, ovvero con una partecipazione del 47,12% in meno. Nell’attualità, in questa consultazione 2018, fra Zingaretti, Martina e Giachetti (fra l’altro eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione del Mugello), hanno votato in 2949, cioè 31,59% in meno rispetto al 2017 e 63,83% in meno rispetto al 2013. Da questi dati ognuno potrà farsi una propria idea. Ovviamente resta il peso della partecipazione popolare, certamente ineguagliabile, al momento, da altre forze e movimenti politici presenti in zona.
Di fronte a queste cifre locali, ed al netto dell’impagabile spirito volitivo di militanti e simpatizzanti, si può davvero parlare, in qualche caso lo si è detto e scritto con toni e titoli ridondanti, di trionfo e di grande partecipazione? Non diamo risposta. Giusto fermarsi ai numeri. Il PD è vivo, c’è. Difficilmente potrà perdere il primato di partito di maggioranza in questo territorio, almeno in tempi brevi. Settant’anni e passa di amministrazione locale ininterrotta, salvo qualche rara e circoscritta eccezione, hanno creata una consuetudine e una fidelizzazione elettorale che va oltre il reale valore dei contenuti programmatrici e dei futuri candidati che verranno proposti nelle prossime chiamate alle urne. Ma questa sarà un’altra storia, ora si parlava di primarie. Sicché, anche con numeri ridotti, per ora il PD ha vinto.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 marzo 2019




