MUGELLO – Siamo in pieno inverno, e già su molti pini di giardini pubblici e privati del Mugello si vedono comparire nidi bianchi e setosi. Questo è il momento giusto per intervenire con la rimozione dei nidi di processionaria. La loro comparsa segna infatti l’inizio di un periodo critico, ed è bene non aspettare. Perchè la Thaumetopoea pityocampa, questo il suo nome scientifico, non è solo un parassita vorace che indebolisce gli alberi, ma un vero pericolo per la salute pubblica di animali e persone. Adesso, quindi, è importante procedere alla rimozione meccanica dei nidi prima che, quando le temperature iniziano a salire e le giornate iniziano ad allungarsi, le larve inizino ad uscire ed a scendere lungo i tronchi, generalmente intorno al mese di Marzo.
Negli esseri umani, infatti, i peli urticanti delle larve possono causare gravi reazioni allergiche, dermatiti e problemi respiratori. Per i cani, poi, il contatto può essere fatale. Nei nostri amici a quattrozampe, infatti, spesso naturalmente curiosi e portati e ingerire quello che trovano, la lingua e le mucose possono subire necrosi gravissime se vengono a contatto con le larve e la loro peluria.
Se, a livello di verde pubblico, la lotta alla processionaria è stata anche spesso oggetto di dibattito politico, con interrrogazioni e mozioni nei Consigli comunali per sollecitare gli interventi; anche per i privati è bene ricordare che, per la responsabilità civile, il proprietario del giardino è responsabile di eventuali danni causati a terzi dalla mancata disinfestazione.
Cosa fare allora? Il “fai da te” è altamente sconsigliato, in quanto bruciare i nidi o maneggiarli senza protezione causa la dispersione di peli urticanti nell’aria, e si rischia di far peggio, anche per i nostri animali domestici. Ci sono però ditte specializzate, come la mugellana Asa Giardini (qui), che utilizza metodi professionali e sicuri. In questo periodo, come detto, con la rimozione meccanica: taglio e distruzione controllata dei nidi.
Nei momenti adeguati dell’anno, poi, con l’utilizzo di prodotti biologici o endoterapia per proteggere la pianta a lungo termine, o con l’installazione di “trappole a collare” per bloccare la discesa delle larve verso il terreno. Insomma, è bene intervenire per tempo, e non aspettare che le “processioni” arrivino a terra.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Gennaio 2026





