Nella scuola media di Giovanni della Casa di Borgo San Lorenzo si verificano episodi di discriminazioni in cui una ragazza con deficit di apprendimento viene esclusa.
“Mia sorella è nata con una patologia che, sebbene sia in versione lieve, la porta ad essere più indietro rispetto agli altri bambini e non solo in ambito didattico. Ciò è stato argomento di soprannomi decisamente poco carini”. Queste le parole della sorella maggiore.
“Nonostante si comporti in modo passivo-aggressivo, ha un carattere fragile. Lei si rende conto delle prese in giro, ma ciò che la fa soffrire di più è quando viene ignorata. In classe e nella vita privata viene trattata come se fosse un fantasma. Questo la fa stare male”.
L’inclusione è un argomento del quale si parla tanto ma talvolta la realtà è molto lontana:”Ciò che mi ha sorpresa di più non è tanto l’atteggiamento della scuola e dei professori ma dei genitori: un giorno era stata inserita in un gruppo per fare delle ricerche scolastiche. Le bambine si erano organizzate per vedersi nel pomeriggio ma ricevetti una chiamata da una mamma, in cui mi spiegava che avrebbero inserito anche il nome di mia sorella ma la sua presenza non era necessaria”.
Questo episodio venne archiviato come un malinteso ma presto venne ancora di più allontanata ed esclusa.
Ogni anno in Italia circa 200 giovani si tolgono la vita perché afflitti da bullismo, cifra che aumenta progressivamente in percentuali drastiche.
La società ci cresce con virtù fondamentali per la convivenza, tra cui l’inclusione. L’inclusione significa essere accolti ma soprattutto sentirsi accolti.
Il luogo in cui impariamo tali valori è la scuola, fondamentale per la propria educazione e crescita personale. Con gli anni però, sembra si sia dimenticata del proprio lavoro, smettendo di sensibilizzare gli studenti. I ragazzi si affacciano alla vita senza sapere come funzionano le relazioni con gli altri, perché spesso i genitori sono complici.
“Mi si spezza il cuore vedere l’indifferenza delle persone e come non potrà avere qualcuno, oltre la sua famiglia, con cui affrontare le difficoltà della vita”. Così termina la sorella.
Il male è dentro tutti noi, esso esce in forma e modi diversi. Quando accade è importante combatterlo col bene. Il bene talvolta lo si esprime anche solo con parole, rassicurazioni e piccoli gesti d’affetto, che fanno più rumore di qualsiasi altra cosa, perché l’indifferenza serve solo per annientare le buone persone.
Elisa Pantuliano
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 novembre 2024




2 commenti
Siamo in una società altamente tecnologica ma dove rispetto affetto condivisione sono parole vuote…. Insomma una società arida fredda chiusa in se stessa.
Carissima Elisa,
la sua lettera trova tutta la mia comprensione. Io ho una unica cugina disabile e ti posso assicurare che ha subito lo stesso trattamento, esclusa lei, esclusa la famiglia…un percorso scolastico come una via crucis…oggi è adulta e lavora in una struttura protetta, ha la sua parziale autonomia, ma quante amarezze i suoi genitori hanno dovuto ingoiare…tutto parte dalla paura del diverso, che poi diverso non lo è…è diversamente abile. In questi frangenti la responsabilità è del tipo di educazione hanno le famiglie e che danno ai loro figli, lo spettegolamento fra mamme e in famiglia determina i comportamenti dei compagni di classe nei confronti di sua sorella. Poveri loro, si perdono un occasione importante di confronto e empatia, stia tranquilla ci rimettono loro, perchè alla lunga diventeranno adulti aridi e egoisti, cosa di cui non abbiamo bisogno. Non so che età ha sua sorella, ma le consiglio un associazione che lavora con il Teatro di Vicchio che include tanti ragazzi diversamente abili ad esprimere al meglio la loro personalità, augurandovi il meglio per Voi.